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Prato

Asl Prato, bene i percorsi per anziani non autosufficienti

Asl Prato, bene i percorsi per anziani non autosufficienti

Il progetto di continuità assistenziale inserito tra le buone pratiche da imitare nel Libro bianco sulla sanità

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PRATO. Un percorso di assistenza per anziani, soli e non autosufficienti, dopo le dimissioni ospedaliere, che consente al paziente di rimanere nel proprio ambiente di vita e di ricevere l’assistenza quotidiana di un fisioterapista, un infermiere o di un operatore sociosanitario. Il progetto dell'azienda Usl 4 di Prato, 'Dopo l'ospedale meglio a casa', attivato a partire dalla fine del 2010, è tra le esperienze di buone pratiche raccolte nel 'Libro bianco della buonasanità', realizzato dalla Fiaso (la federazione di ospedali e Asl) in collaborazione con l'agenzia Ansa.

Tra gli obiettivi del progetto, realizzato attraverso l'attivazione del servizio per la continuità assistenziale ospedale territorio, migliorare la gestione della pianificazione delle dimissioni, garantire un percorso sicuro per favorire il rientro al domicilio degli anziani dimessi dall’ospedale 'proteggendone' le dimissioni, e aumentare l’offerta stessa e la differenziazione delle risposte domiciliari, valorizzando e supportando le capacità assistenziali attive dei familiari o del personale professionale incaricato dalle famiglie.

Il servizio è garantito da una équipe multiprofessionale, di cui fanno parte un infermiere, un assistente sociale e un fisioterapista. La prima visita domiciliare è prevista entro 24/48 ore dalla dimissione e definisce un "piano educativo specifico per paziente e familiare finalizzato a supportare l’autogestione della condizione di disabilità".

Il costo del servizio si aggira intorno ai 260.000 euro all'anno, per un totale di circa 260 anziani assistiti, finanziati in gran parte della Regione Toscana. Destinatari del servizio, previsto per un massimo di 30 giorni in via ordinaria, prorogabili fino ad un massimo di 45, gli assistiti over 65 e i pazienti con limitata autonomia funzionale o con bisogno di assistenza alla persona. Secondo i dati della Usl, le giornate di ricovero dei pazienti presi in carico dal progetto sono passate da una media di 23,5 nel 2010 a 20,4 nel 2011, fino ad arrivare a 17,4 nel 2012. (ANSA).

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