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Prato

Strage del Macrolotto, «un vero festival dell’ipocrisia”

Strage del Macrolotto, «un vero festival dell’ipocrisia”

L’assessore alla Sicurezza Aldo Milone interviene a dieci giorni dalla tragedia di via Toscana dove hanno perso la vita sette operai cinesi

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PRATO. Queste le riflessioni dell'assessore alla Sicurezza Aldo Milone a distanza di dieci giorni dalla tragedia di via Toscana nella quale hanno perso la vita sette lavoratori cinesi.

«In questi giorni ho sentito e ascoltato di tutto, è stato messo in onda un vero festival dell’ipocrisia. Fino al giorno precedente alla tragedia i controlli del gruppo interforze erano inutili, costosi e razzisti, dal giorno successivo li volevano tutti e anche che fossero intensificati. Hanno scoperto, pensate un po’, che nei capannoni delle aziende cinesi c’è lo sfruttamento della manodopera clandestina, il lavoro nero e le commistioni dormitori-produzioni e in più le bombole del gas. Ma il “razzista” Milone quando denunciava, quasi quotidianamente, queste situazioni, gli altri dov’erano? Cosa ne pensavano? Ne vogliamo parlare? Quante ricette risolutive del problema ho letto e sentito in questi giorni. Ho visto fiaccolate con candele la cui cera ha imbrattato diverse auto in città. Ma non era meglio che quella cera avesse cosparso la testa di alcuni partecipanti in segno di pentimento? Tra l’altro l’ennesimo controllo del gruppo interforze, effettuato lunedì scorso, ha portato alla luce le solite situazioni disastrose e pericolose se non peggiori rispetto al’immobile al cui interno si è verificata quella tremenda tragedia. Non desidero aggiungere altro anche perché l’amarezza e gli attacchi subiti in questi anni, purtroppo, lo dico dal profondo del cuore, per essere cancellati hanno dovuto richiedere la perdita di 7 vite umane».

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