La manifestazione
Indipendenti per Prato: 4 proposte per il distretto parallelo
Il gruppo chiede al Comune di istituire una Certificazione della filiera per premiare le aziende virtuose e lanciare il brand Made in nel Distretto
PRATO. Una proposta articolata in quattro punti per risolvere il problema del distretto parallelo. Gli Indipendenti per Prato hanno presentato la propria proposta in materia di legalità, immigrazione clandestina, sicurezza sul lavoro, integrazione, rispetto delle norme igenico-sanitarie e sviluppo economico per il distretto del comparto tessile-abbigliamento-moda.
Queste le proposte:
1) istituire attraverso un apposito regolamento la "Certificazione della Filiera per l'operatore economico residente del Comparto Tessile-Moda-Abbigliamento". Il regolamento definirà, sulla base della legislazione, determinati e stringenti "standard di certificazione", anche distinti per comparto industriale o manifatturiero di competenza. L'operatore economico residente che, sulla base del regolamento, vorrà conformarsi a tali standard potrà godere di una fiscalità di vantaggio sul patrimonio immobiliare, sul reddito ed agevolazioni in ambito urbanistico. Contando su tali vantaggi si potrebbe consentire a tanti operatori del ramo della cucitura, dei confezionisti, ma anche di altri comparti produttivi ora "sommersi", di emergere alla legalità. A chi aderisce alla "Certificazione della Filiera" dovrebbe inoltre essere riservato un "brand" di rilevanza pubblica da considerarsi il "Made in del Distretto", il fiore all'occhiello, l'indice di qualità al pari delle produzioni da esso scaturite. Una sorta di denominazione di origine controllata e garantita che vada anche oltre dal mero concetto di "tracciabilità della filiera".
2) attivandosi con il Sindaco e di concerto con il Governo, la Regione e la Provincia presso le Autorità Governative Cinesi (e non solo)per approntare senza ulteriori indugi, titubanze o addirittura infingimenti una strategia chiara e inequivocabile al fine di regolare e controllare i flussi di immigrazione;
3) attivandosi con il Sindaco presso il Governo di concerto con la Regione e la Provincia per garantire con appositi provvedimenti, risorse umane necessarie a ristabilire il controllo del territorio sotto il profilo dell'ordine pubblico, dell'incolumità, della sicurezza, delle condizioni di legalità del lavoro, fiscali e contributive;
4) attivandosi con il Sindaco attraverso proprie ordinanze per dar luogo ai quei provvedimenti d'urgenza in materia di ordine e incolumità pubblica che in proposito dovessero rendersi necessari.
«Duole dirlo - è la constatazione di partenza degli Indipendenti - , ma purtroppo anche in questi ultimi giorni abbiamo assistito a delle polemiche di stampo ideologico e propagandistico indegne per un Paese ed una Città che vuol definirsi civile, e soprattutto sufficientemente matura per affrontare con coscienza e realismo questa grave situazione. L'amara realtà è che troppo spesso, senza distinzione di appartenenza e soprattutto per troppo tempo, la politica pratese è apparsa insufficiente ed inadeguata di fronte ad un fenomeno di tale rilevanza e gravità».
«Al pari della politica, anche i corpi sociali principalmente rappresentativi della Città quali le associazioni datoriali di categoria, i sindacati, la Diocesi intesa come principale Autorità morale sul territorio, le associazioni di volontariato, gli altri attori cittadini rappresentativi di interessi collettivi devono assolutamente inquadrare e tentare di affrontare il problema che adesso appare in tutta la sua gravità e dimensione, collettivamente e con nuovo spirito di collaborazione. Riteniamo che, seppur con doloso ritardo, il tragico fatto, debba costituire l'anno zero per affrontare con responsabilità, e al netto di ogni speculazione politica e propagandistica, la questione dell'immigrazione (in particolare cinese) e il conseguente inserimento delle imprese e dei lavoratori nel tessuto economico ove esse operano. Una questione così complessa e trascinata nel tempo - i primi cinesi nel territorio pratese si sono insediati circa un quarto di secolo fa - non sarà nè di facile nè di immediata soluzione. Tuttavia riteniamo indifferibile un approccio definitivo al problema che dovrà basarsi solo ed esclusivamente attraverso il ripristino del principio della legalità che da parte nostra è l'unica e sola fonte politica che può condurci in modo intelligente e pragmatico verso l'integrazione».
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