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Prato

Centro storico di Prato: incentivi per chi rivitalizza fondi sfitti

di Maria Lardara
Centro storico di Prato: incentivi per chi rivitalizza fondi sfitti

Il Comune prevede rimborsi di 2500 euro all’anno per gli imprenditori che investono in una ventina di strade

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PRATO. Start up d’impresa in rampa di lancio dentro le mura. A vedere così tante saracinesche abbassate in centro, suona come una missione impossibile. Una chance in più potrebbe venire se l’aspirante imprenditore ha in mente di aprire su una delle strade costellate da tanti fondi sfitti, una ventina tra quelle individuate come “difficili” dal Comune, in balia di deserto e a volte di degrado.

Un incentivo di 2.500 euro all’anno, e per tre annualità consecutive, arriverà dall’amministrazione con il bando che uscirà prima di Natale e punta a favorire l’insediamento di nuove imprese dentro la cerchia muraria: di questo strumento, messo a punto da un gruppo di lavoro coordinato dalla consulente Irene Sanesi, Il Tirreno aveva dato anticipazione venti giorni fa. Stavolta ci siamo e la scadenza del bando di prossima pubblicazione, finanziato con un fondo di 100mila euro rinnovabile a cadenza triennale, verrà fissata a metà febbraio 2014. Intanto, secondo un calcolo approssimativo, in attesa del bando, in tre anni dovrebbero usufruirne 120 imprenditori.

Chi ha in testa un'idea di impresa potrà così ricevere un sostegno in forma di contributo finanziario fissato in 2.500 euro, volto ad abbattere una serie di voci di spesa: canone di locazione, leasing finanziario, Tares, accensione di mutui per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili, Imu (nel caso in cui l’attività venga aperta in un fondo di proprietà), Cosap, imposta sulla pubblicità.

Tutto questo a patto che le ambizioni di investimento si concentrino in una delle venti vie “a rischio”, illustrate nella mappa allegata alla delibera di giunta: via Santa Margherita, via San Giorgio, via Cavallotti, via Magnolfi, via Filippino, via del Serraglio, via Guizzelmi, via Guasti, via Muzzi, piazza San Domenico, via San Vincenzo, via Firenzuola, via Rinaldesca, via Banchelli, via Santa Trinita, via Verdi, via Mazzini, via Cairoli (una parte) e via Frascati. Ovviamente rimane escluso il salotto buono perché l’intenzione della giunta, per dirla con il vicesindaco Goffredo Borchi che ha la delega per il centro storico, è quella di «dare uno stimolo in più a chi ha voglia di scommettere ancora dentro le mura privilegiando le strade che hanno bisogno di maggiore sostegno, senza la pretesa di risolvere chiaramente la crisi del commercio».

Una mano tesa non solo agli aspiranti commercianti: rientrano nel finanziamento anche le attività artigianali, servizi all’infanzia e alla persona, studi professionali, agenzie e attività legate al turismo. Tutti dovranno presentare “un progetto d’impresa”. Anche un’attività storica che dalla periferia vuole spostarsi in centro potrà partecipare al bando anche se le imprese nuove avranno un punteggio aggiuntivo rispetto a quelle che si trasferiscono.

 

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