Il Tirreno

Prato

l’uomo forte del pd

Anche Prato vuole il “suo” Matteo, ma lui prende tempo

Anche Prato vuole il “suo” Matteo, ma lui prende tempo

PRATO. E’ diventato parlamentare ed è rimasto lo stesso. Continua a salutare tutti con grandi sorrisi e battute. Non si dimentica mai di fare un cenno con la mano neppure se è assediato dalla gente....

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. E’ diventato parlamentare ed è rimasto lo stesso. Continua a salutare tutti con grandi sorrisi e battute. Non si dimentica mai di fare un cenno con la mano neppure se è assediato dalla gente. Matteo Biffoni è rimasto lo stesso e per questo ha preso a piacere anche a chi non strizza l’occhio a Renzi. E il suo nome sembra quello che mette tutti d’accordo per lanciare la sfida a Roberto Cenni per la riconquista del Comune. «Se mi fermo a pensare che sono stato eletto in parlamento - si schernisce - mi gira la testa. C’è chi mi chiama onorevole e mi dà del lei...Mi vien sempre da dire “oh ma io son sempre Matteo”».

L’onorevole Matteo ha continuato a vendere i biglietti per la sala da ballo del circolo Panta Rei di Coiano («ogni sabato sera e domenica pomeriggio ballo liscio, facciamo loro un po’ di pubblicità»), appena eletto ha continuato a sfornare pizze alla festa dell’Unità e non si dimentica mai di sottolineare «che è un privilegiato ed è così fortunato da essere in imbarazzo». Renziano dalla Leopolda del 2010 quando vide per la prima volta quel coetaneo «ancora con Civati». Biffoni non dimentica che fino all’altro ieri stava seduto in seconda fila. «Ho avuto la fortuna di essere eletto in consiglio comunale nel 2002 e quindi entrare in segreteria. Quando alle primarie ho sostenuto Renzi l’ho fatto solo per passione e pensavo che non ci sarebbero state chance. Invece eccomi qua». E’ oggi così benvoluto tanto da sembrare “il Renzi di Prato”: nuovo alla politica ma sufficientemente vecchio da saper dove mettere le mani e soprattutto con una professione (è avvocato) dove tornare se le cose non vanno bene e «che mi permette di scegliere sempre liberamente». Pare disponibile anche a riprendere il treno - direzione Prato - lasciando il sogno di Roma per mettersi in gioco per le prossime amministrative. Sull’argomento è però cauto, molto cauto. «E’ necessario vedere come si mettono le cose - risponde alla domanda insistente». «E’ necessario capire se ci sono altri possibili candidati, se effettivamente c’è accordo sulla mia candidatura, e se c’è bisogno di me più qui che a Roma». Poi apre un po’ di più. «Come potrei tirarmi indietro? La mia città è il bene più grosso che ho. Facciamo però dei passettini alla volta. Io son qui. Ma guai fare fughe in avanti e far casino».

Ilenia Reali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa