Il dolore
Prato, false residenze, forse altre persone hanno chiuso un occhio
Cominciati gli interrogatori. Sentite dal pm Sangermano la dipendente comunale Olivieri e l’ex dipendente Porcaro
PRATO. Ha fatto parziali ammissioni e ha tentato di minimizzare il "giro d'affari" illecito Irma Porcaro, l'ex dipendente dell'ufficio Anagrafe del Comune arrestata giovedì con l'accusa di aver procurato, con la complicità dell'amica Angela Olivieri, dipendente dell'Anagrafe, falsi certificati di residenza a centinaia di cittadini cinesi.Irma Porcaro, difesa da Federico Febbo, è stata sentita dal giudice per le indagini preliminari alla presenza del sostituto procuratore Antonio Sangermano nell'interrogatorio di garanzia. Sentita anche Angela Olivieri, difesa da Manuele Ciappi.
L'ex dipendente comunale ha tenuto a chiarire che i cinesi che si rivolgevano a lei avevano in tasca il permesso di soggiorno e che in alcuni casi non si trattava di stranieri entrati col visto turistico. Dunque alcuni probabilmente avevano già anche una residenza. C'è il sospetto che qualcuno possa aver chiuso un occhio anche fuori dal gruppo coinvolto nell'inchiesta (7 cinesi e 5 italiani). E forse da parte dei cinesi c'era il timore di controlli su documenti che erano già falsi. Accertamenti sarebbero in corso da parte della Procura.
Quanto al denaro, le cifre snocciolate dagli indagati sarebbero inferiori a quelle ipotizzate qualche giorno fa (800-1.500 euro a pratica). Si è parlato di 200-300 euro. Irma Porcaro avrebbe ammesso di aver preso i soldi, in alcuni casi. Da Angela Olivieri avrebbe accettato alcuni regali, ma sul punto il discorso si è fatto vago.
In mattinata erano stati interrogati i quattro cinesi raggiunti da ordinanza di custodia in carcere. Venerdì toccherà ai figli di Irma Porcaro.
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