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Prato

GIARDINI DELLA PASSERELLA

«Le siringhe sono tornate non è posto per bambini»

Azelio Biagioni
«Le siringhe sono tornate non è posto per bambini»

PRATO. Giardini della Passerella, un problema che ha messo le radici a quanto pare difficili da estirpare. A distanza di poco più di due mesi dall’iniziativa di un gruppo di genitori dell’asilo di...

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PRATO. Giardini della Passerella, un problema che ha messo le radici a quanto pare difficili da estirpare. A distanza di poco più di due mesi dall’iniziativa di un gruppo di genitori dell’asilo di via Amendola, l’attenzione torna a focalizzarsi su un punto della città dove diverse cose non vanno. E sono, ancora una volta, i genitori dei bimbi che frequentano la scuola dell’infanzia a sollevare la questione.

I giardini della Passerella sono gli unici in centro storico attrezzati per bambini e interamente recintati. Qui ci sono giochi, altalene e scivoli per i più piccoli, il tutto dentro un perimetro delimitato che dovrebbe essere al sicuro. Ma il condizionale pare d’obbligo dato che quella porzione di spazio del tutto al sicuro non è. Infatti, si continuano a trovare delle siringhe in alcuni angoli del giardino. Un fatto che era già balzato alla cronaca quando delle mamme, ormai stufe, si erano rimboccate le maniche e avevano raccolto loro stesse tutte le siringhe ritrovate nella zona.

Un triangolo maledetto quello che va dalla stazione del Serraglio fino a via Amendola, assai frequentato da spacciatori. Il comitato informale composto da mamme dei bambini dell’asilo “Il Campino” si è incontrato col vice prefetto, col vice sindaco e poi con l’assessore comunale Rita Pieri. Quest'ultima, particolarmente attenta al problema, ha voluto creare un evento ai giardini. «Qualcosa è stato fatto – spiega Monica Lenzi – come alzare la grata e il giardino è stato pulito ma ci sono ancora troppe cose che non vanno».

Il comitato ha chiesto alcuni interventi per migliorare una zona frequentata dai piccoli come un presidio da parte di personale di associazioni di categoria e l'installazione di luci particolari che non permettano ai tossicodipendenti di vedere le vene delle braccia.

«Le telecamere non ci sono – commenta Lenzi – e i nostri bambini sono costretti ad assistere a uno spettacolo indecoroso, è una violenza che subiscono oltre al pericolo che viviamo ogni giorno». C'è, inoltre, la questione dell'accesso alla Passerella. «Vi si accede, in entrambi i lati, solo attraverso delle scale che, oltre a una essere una strozzatura della pista ciclabile, rappresentano un problema per quanti devono portare i bimbi all'asilo con un passeggino», è la rimostranza di un altro genitore. «Quando accompagno mia figlia all'asilo – spiega Filippo Risaliti – arrivato alle scale devo prendere il passeggino e alzarlo di peso. È una grossa barriera architettonica. Dovrebbero essere realizzate rampe per poter accedere con passeggini e bici. Senza considerare la ringhiera del ponte che andrebbe rinforzata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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