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Prato

Strage del Macrolotto a Prato, Cuperlo salta la visita in via Toscana

di Carlandrea Poli
Strage del Macrolotto a Prato, Cuperlo salta la visita in via Toscana

Il candidato alla segreteria Pd era atteso dalle associazioni cinesi. Il vicepresidente Cna Wang: "Vicino alla zona industriale dovremmo costruire abitazioni: secondo i nostri calcoli servirebbero 1500 alloggi"

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PRATO. Un colossale pasticcio organizzativo impedisce a Gianni Cuperlo di passare da Prato. L'appuntamento previsto per questa sera alle 20 alla fabbrica della strage del Macrolotto è stato cancellato. All'ultimo minuto i collaboratori del candidato alla segreteria si sono accorti che fra la tappa del tardo pomeriggio a Firenze e quella a Bologna fissata alle 21, il capoluogo laniero non ci sarebbe potuto mai entrare.

"La colpa è di Patrizio Mecacci” escono alla scoperto i cuperliani pratesi, esasperati dall'attesa al rigore invernale che si respira in via Toscana. Eppure, l'iniziativa prometteva bene con la presenza di Wang Li Ping vice-presidente di Cna e di una folta delegazione di imprenditori orientali carichi di una buona esperienza di integrazione e con progetti fattibili da sottoporre all'attenzione del politico di rango nazionale. Una su tutte: l'emergenza abitativa, l'argomento principe della questione cinese collegata alla migliaia di operai costretti a dormire nei loculi, ricavati nei laboratori e pronto moda.

“Vicino alla zona industriale potremmo realizzare delle abitazioni – spiega Wang davanti a taccuini e microfoni, all'inizio di un'attesa vana –. A Prato, secondo le stime ricavate dai nostri contatti, mancano 1.500 alloggi. Per questo problema dovremmo pensare ad un tavolo di concertazione con il Comune, potendo contare anche su un aiuto finanziario da parte del governo cinese”.

Con una chiosa di Anselmo Potenza, ex numero uno di Cna e a fianco di Wang nella serata: “Purché ci siano condizioni favorevoli agli investimenti”. Un'idea solidamente radicata con la realtà, per ovviare dalla piaga caratterizzata su un versante economico da salari insufficienti per pagarsi un affitto e dalla conseguente impossibilità, allo stato attuale, di separare gli spazi dedicati al vivere da quelli vocati alla produzione.

L'altra strada individuata dal numero due degli artigiani e che avrebbe dovuto raccontare al parlamentare è il ciclo dei corsi di formazione istituito da Cna-China World che ha consentito di istruire sul rispetto delle regole italiane decine di imprenditori: “Siamo partiti con 8 frequentanti siamo finiti in 50, una cosa davvero rara. Dobbiamo dire grazie alla Provincia, perché è stata l'unica istituzione a sostenerlo”.

Il 10 dicembre inizierà la nuova serie di lezioni sull'educazione ai diritti dell'ordinamento italiano. Dai primi risultati si può dire che se da una parte questo percorso pedagogico ha senz'altro ampliato il bacino di iscritti all'associazione degli artigiani, contestualmente sta avendo un ulteriore contraccolpo virtuoso. Assolutamente non scontato: “Le nostre aziende in regola – realizza Wang – sono danneggiate dalla concorrenza sleale delle imprese cinesi che lavorano irregolarmente. A queste voglio dire, rispettare le leggi significa crescere piano, ma marciare a lungo”.

 

 

 

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