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«Sembra che in dodici anni non sia cambiato niente»

PRATO. «Sembra proprio che in dodici anni non sia cambiato niente» dice sconsolato al telefono il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Ettore Squillace. Fu lui all’inizio del...

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PRATO. «Sembra proprio che in dodici anni non sia cambiato niente» dice sconsolato al telefono il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Ettore Squillace. Fu lui all’inizio del millennio a istruire diversi filoni di indagine sulla fabbrica dei falsi permessi di soggiorno grazie alla quale molti italiani si sono arricchiti a Prato vendendo i documenti ai cinesi. «All’inizio dissero che ero pazzo, fecero ricorso in Cassazione - commenta Squillace - e poi hanno avuto torto. Il paradosso è che quelli che urlano contro gli stranieri poi li ritroviamo coinvolti in questo tipo di vicende. Prato è una delle città più colpite dalla mancata integrazione e questa vicenda, così come quella dell’incendio della confezione, conferma che è molto difficile fare i controlli su una comunità che ha altre regole, anche se per questo non deve essere criminalizzata».

«Il vero significato degli arresti di questi giorni - ripete Squillace - è che forse non è cambiato niente dai tempi delle mie inchieste. E anche la dimostrazione che per risolvere certi problemi non bastano indagini e manette, serve un cambio di mentalità». (p.n.)

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