Sicurezza
Questione cinese, secondo De Rita a Prato la situazione è incontrollabile
Il presidente del Censis: «Tutto è cominciato quando i pratesi hanno abbandonato le loro lavorazioni tradizionali»
ROMA. Quello che succede a Prato e al suo tessuto produttivo e sociale «è un fenomeno incontrollabile» secondo il giudizio del presidente del Censis, Giuseppe De Rita.
«La situazione a Prato - ha spiegato a margine della presentazione del rapporto Censis - è degradata nel momento in cui i locali non hanno più fatto il loro lavoro tradizionale ma lo hanno dato ai cinesi che arrivavano. Hanno ceduto le attività più pericolose, come ad esempio la tinteggiatura dei tessuti. Man mano i cinesi si sono allargati e gli italiani hanno pensato: 'Allora, se lo fanno loro, noi magari sfruttiamo il loro lavoro, vendiamo i prodotti invece di produrlì. Questa realtà si è via via accentuata».
«Quando sono tornato recentemente a Prato - ha raccontato De Rita, che a Prato aveva fatto indagini tra il 1967 e il 1980 - non l'ho più riconosciuta, è una società diversa, che non ha più quel fervore complessivo teso alla crescita ma è tutta tesa a chiedersi cosa succede con i cinesi, con l'invasione cinese, sconosciuta e incomprensibile, perché non si sa neppure quanti sono, se muoiono o non muoiono, se uno muore non si sa perché e intanto ne mettiamo un altro. È un fenomeno incontrollabile».
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