Toscana
Primarie Pd a Prato, Renzi favorito ma i civatiani puntano al sorpasso di Cuperlo
L’asticella è a 10mila votanti, l’appello di Gabriele Alberti: Alle urne per cambiare il partito. Filippo De Rienzo: Un Pd forte è l’unica garanzia per sostenere il sistema politico. Ivano Menchetti: Regolamento da cambiare. Bugetti:Forse non voterò
PRATO. L'asticella, almeno per renziani e citaviani, è fissata a 10mila votanti, tanti quanti parteciparono alle primarie Pd per il candidato sindaco nel 2009. E' questa la soglia sotto la quale, secondo Filippo De Rienzo renziano di ferro, e Gabriele Alberti civatiano convinto, si paleserebbe la disaffezione alla partecipazione del popolo di sinistra chiamato a scegliere domani, domenica 8 dicembre (urne aperte dalle 8 alle 20 poi lo scrutinio), il segretario nazionale del partito democratico.
In pista un tris d'assi: il favorito Matteo Renzi, Pippo Civati e Gianni Cuperlo. Numeri e pronostici non sono nel dna del coordinatore della mozione Cuperlo Ivano Menchetti : «Sarà comunque una vittoria anche se dovessero votare solo 5mila persone - afferma - visti i numeri della partecipazione alle comunarie 5 Stelle (150 votanti ndr) e visto che il centrodestra non riesce nemmeno a organizzarle».
Detto questo i rappresentanti delle tre anime pd sono concordi nell'ammettere che un calo di afflusso ci sarà. Almeno rispetto ai numeri delle scorse votazioni: più di 23 tra Prato e provincia per le primarie per il premier giocate tra Renzi e Bersani nel novembre dell'anno scorso; 14mila per le primarie Franceschini-Bersani-Marino per il segretario nazionale del 2009.
«Paragoni che non ha senso fare - è il giudizio di De Rienzo - perché la situazione è molto cambiata da allora ad oggi, e perché - aggiunge - lo stimolo, soprattutto per le primarie per il premier di un anno fa, era maggiore viste le elezioni politiche imminenti. Senza contare che si trattava di primarie di coalizione. Io - continua De Rienzo - mi auguro una partecipazione di massa non tanto perché l'affluenza di votanti al di fuori degli iscritti del Pd potrebbe favorire Renzi, quanto perché farebbe bene al Partito democratico. Un Pd forte è l'unica garanzia per mantenere in piedi il sistema politico italiano».
Convinto che le primarie aperte favoriranno anche il risultato di Civati è Gabriele Alberti, ex sfidante di Gabriele Bosi, uscito vincitore del congresso provinciale. «Lancio un appello affinchè alle urne si rechino in massa - dice Alberti - Andare a votare significa scegliere per rinnovare e cambiare il partito». Secondo Alberti, Civati a Prato potrebbe riservare una sorpresa: «Superando in corsa - afferma - Cuperlo».
Il voto congressuale provinciale ha assegnato alla mozione di Renzi il 47% delle preferenze, il 33 a Cuperolo, quasi il 21 a Civati, 0,44 a Pittella (nel nazionale 45% a Renzi, 39 a Cuperlo, 9, 43 Civati e 5,8 Pittella ndr). «Un risultato straordinario quello pratese - è il giudizio di Alberti - che ci lascia ben sperare di arrivare a sorpassare Cuperlo».
Per chi invita ad andare a votare c’è invece chi i dubbi li manifesta. E’l’ex segretaria pd Ilaria Bugetti, fino a poco più di un mese fa al governo del partito pratese . «Non so se andrò a votare , non mi convince l’affastellamento di regole - afferma - e non mi convince quello che sta accadendo all’interno del partito di Prato». Secondo Bugetti «i nostri iscritti sono convinti di andare a votare per il presidente del consiglio. Le primarie vanno bene per la scelta del premier ma sono uno strumento dannoso nella scelta del segretario».
Considerazione in linea con quelle del cuperliano Menchetti secondo il quale «il regolamento del partito deve essere profondamente rivisto». Per Bugetti c’è qualcosa d’altro che non funziona: «A livello locale, proprio per dare il senso di un partito coeso, si era deciso di sganciarsi dalle logiche nazionali. Una linea che condividevo ma che è stata pesantemente messa in discussione dalla mancata scelta della segreteria. Bisognava che venisse fatta prima del voto». Infine un passaggio sul candidato sindaco outsider Simone Tripodi: «Ha mostrato coraggio - afferma Bugetti - ed è uscito dalle solite dinamiche di cooptazione che ancora regolano le scelte del Pd».
Domenica 8 dicembre si vota anche per eleggere i rappresentanti pratesi all’assemblea nazionale. Si tratta di cinque persone che entreranno nell’organismo dei mille rappresentanti nazionali. Per ogni candidato alla segreteria esiste una lista di cinque nomi: con Renzi il capolista è Filippo De Rienzo con Claudia Longobardi, Simone Faggi, Monia Faltoni e Fabio Razzi. Con Cuperlo capolista Ivano Menchetti poi Giulia Anichini, Dino Minervino, Mekdela Tessema e Domenico Peris. Con Civati, capolista Francesca Vivarelli e Gabriele Alberti, Alessia Fondaelli, Stefano Ciatti e Ilaria Santi.
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