Il Tirreno

Prato

Eurotintoria, una sola proposta

di Maria Lardara
Eurotintoria, una sola proposta

Offerta di acquisto (bassa) per le quote di Go Fin. È di una società legata al socio Roberto Bini

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un’azienda che viaggia in barba alla crisi, lacerata però da una ferita interna. Una ferita che brucia sul corpo di Eurotintoria e rischia di fare ancora più male, se non si interviene prima possibile per tamponarla. Difficile però che si rimargini ora visto com'è andato il bando per la vendita del 50% delle quote di partecipazione. Per acquistare le azioni di proprietà della Go Fin, la holding del gruppo Sasch fallita nel novembre 2011 con cui gli imprenditori Roberto Bini (Borgosesia) e Franco Baroncelli (lanificio Ciatti e Baroncelli) dividono le restanti quote della tintoria di via dei Fossi con società legate alle loro famiglie. C’era tempo fino al 2 dicembre per presentare le offerte. Sul tavolo della curatrice fallimentare Giulia Massari è pervenuta una sola proposta d’acquisto, da parte di una società facente capo all’imprenditore Bini. Valore dell’offerta inferiore a 200mila euro, meno di quanto avevano offerto nel luglio scorso Bini e Baroncelli che allora misero sul piatto una partita di 500mila euro ritenuta però insufficiente dalla curatela fallimentare (non 1 milione di euro come inizialmente era stato riferito loro al nostro giornale), a fronte di un valore nominale di 550mila euro delle quote di Go Fin come indicato anche dall’avviso di gara. La nuova offerta risulta dunque ancora più bassa, meno della metà. «L’esito di questo bando – fa sapere la curatrice Giulia Massari che, insieme al collega Fabio Moscardi, gestisce le quote del fallimento di Go Fin - è stato deludente. Informeremo il giudice delegato e l’assemblea dei creditori che sarà convocata prima di Natale. Non risultano in questi mesi eventi nuovi che giustifichino un’ulteriore riduzione della proposta. A questo punto, potremmo indire un secondo bando oppure interrompere temporaneamente le operazioni di vendita. Non c’è obbligo comunque ad accettare l’offerta presentata».

Da diversi mesi, ormai, il fallimento della Go Fin (finanziaria della galassia Sasch di cui era presidente il sindaco Roberto Cenni) pesa come un macigno sulle riserve di liquidità della storica tintoria di via dei Fossi: il bilancio 2012 ha registrato una perdita d’esercizio di oltre 400mila euro e una pesante situazione debitoria di oltre 12 milioni di euro. Eppure non mancherebbero ordini e lavoro: tuttavia, gli stipendi vengono pagati col contagocce e i lavoratori risultano indietro di qualche mese. «Operativamente abbiamo le mani legate: ci sarebbe l’urgenza di definire una situazione che c’impedisce di procedere ad aumenti di capitale», ammette Mauro Nunziati, presidente del cda di Eurotintoria. Serve dunque un'iniezione di liquidità per l’azienda che, pur erogando ultimamente gli stipendi con ritardo, non ha mai chiesto un’ora di cassa integrazione per calo di produttività nell'ultimo anno. «Sono quasi tre anni che si trascina questo stato di sofferenza - fa notare Annarosa Stefani della Filctem-Cgi -. Ci sono 80 famiglie che stanno con il fiato sospeso perché temono per il loro futuro. Si metta una mano sulla coscienza chi ha il dovere di trovare una soluzione: il fattore tempo è cruciale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web