Il dolore
«Danneggiato il nome del distretto»
Il timore degli industriali pratesi è quello che questa tragedia danneggi quella parte del tessile estranea all’illegalità. Chi in questi giorni era all’estero dai clienti per vendere i tessuti è...
Il timore degli industriali pratesi è quello che questa tragedia danneggi quella parte del tessile estranea all’illegalità. Chi in questi giorni era all’estero dai clienti per vendere i tessuti è rientrato in città preoccupatissimo. La domanda più ricorrente era infatti che cosa stesse succedendo esattamente nel distretto e quale fosse la portata del fenomeno descritto in televisione e che ha portato alla tragedia di domenica mattina. Gli industriali che vendono l’eccellenza del “made in” temono che possa essere fatta di tutta l’erba un fascio e che sui mercati internazionali nella percezione generale non si separi il tessile pratese dal settore della moda cinese. E’ questa la riflessione che più di altre ha prevalso durante il direttivo straordinario convocato dall’Unione industriale per ieri mattina.
Un direttivo partecipatissimo dove non mancavano neppure molti degli imprenditori del distretto.
Da Franco Bini a Piero Bellucci passando per Luigi Guarducci a Marco Gramigni in tanti hanno preso la parola per dire la loro su questa vicenda che sta portando Prato alla ribalta dei media nazionali.
Al termine della discussione il direttivo ha incaricato il presidente di Confindustria Prato Andrea Cavicchi di pensare a iniziative che contribuiscano ad abbinare il nome di Prato a un concetto di eccellenza e non solo, a questo punto, di illegalità.
In moda da limitare i danni nel settore del tessile pratese.
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