Il Tirreno

Prato

Biancalani: il nuovo ospedale non basta

di Carlandrea Poli
Biancalani: il nuovo ospedale non basta

Prato, l’aut aut del presidente dell’Ordine dei medici al convengo di Forza Italia: o si amplia Galciana o si riutilizza in parte il Misericordia e Dolce

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PRATO. Forse un ospedale, forse un ospedale e mezzo. Insofferenze degli operatori sanitari, spazi angusti e una carenza di posti letto potrebbero portare, presto, Prato ad affiancare alla nuova struttura di Galciana, una parte cospicua dell'ex Misericordia e Dolce per assorbire la domanda di cure dalla cittadinanza. Sull'inadeguatezza del nuovo nosocomio è stato dedicato un convegno di Forza Italia, nel quale si è distinto l'intervento critico del presidente dell'ordine dei medici, Luigi Biancalani.

A lui è toccato mettere in fila i deficit strutturali e comunicare l'immediato contraccolpo: «O viene ampliato Galciana, oppure ci dovrà essere un ritorno di alcune funzioni al vecchio ospedale». Gli ambulatori in spazi compressi e con l'impossibilità di aprire le finestre – il difetto di areazione carica di stress e di mal di testa i camici bianchi –, la farmacia interna che presenta gli stessi problemi logistici, analogo discorso per il centro prelievi. Sono questi i problemi messi in fila. La soluzione sembra essere comune: se l'ex Misericordia e Dolce continua a ospitare nella palazzina Ovest, il dipartimento di malattie infettive ben presto potrebbe essere seguito dalla farmacia interna, dal centro prelievi e alcuni poliambulatori.

Anche per le cure intermedie, del resto, l'ancora di salvezza sono i 12 posti letti individuati dentro il nosocomio storico della città. «Abbiamo un ospedale piccolo con tante cose da raddrizzare – ha affermato nel salone consiliare Biancalani –. Qualcosa andrà riportato indietro e non lo dico per fare del disfattismo, ma ci rendiamo conto che chi è rimasto nel vecchio ospedale oggi brinda per lo scampato pericolo».

L'assessore alla sanità, Dante Mondanelli porta un numero rappresentativo a sostegno di questa tesi: «La Spending review indica un parametro di 3,7 posti letto per 1.000 abitanti. Noi siamo fermi a 2,43 posti. È uno squilibrio evidente». I conti non tornano a livello complessivo, ma neppure nei rapporti di forza fra settori: «Quando ci sarà un'ondata di influenza l'ospedale dovrà occupare i posti riservati a chirurgia col risultato di far slittare operazioni fissate alcuni mesi prima. Come se si trattasse di spostare una gita» è il commento caustico. Per l'esponente della giunta Cenni non va trascurato neppure il problema di privacy: «A unità coronarica i letti sono separati dalle tendine, rendendo arduo spiegare le condizioni di un paziente ai parenti in un contesto di riservatezza».

Per Biancalani c'è un doppio paradigma che rende problematico gestire Galciana: «Col Misericordia e Dolce e il centro Giovannini avevamo riunito la sanità pratese, ora invece viene nuovamente spacchettata. Inoltre, con l'intensità di cura si rischia di trasformare l'ospedale nella porta girevole di un albergo, dove si entra, si esce e si rientra. Con lo scopo, principale, di abbassare la statistica sul numero medio dei ricoveri».

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