Il dolore
Sette morti, almeno 4 irregolari
Il proprietario italiano: non riscuotevo da chi ha firmato il contratto
PRATO. Viene ritenuta attendibile la lista di nomi fornita dalle associazioni cinesi e dal console alla squadra mobile di polizia che lavora all’identificazione dei sette operai cinesi morti domenica mattina nell’incendio della Teresa Moda. Secondo quanto riferisce la Questura, rimane solo qualche dubbio sulla seconda donna che si è aggiunta alla lista, Zheng Xiuping, mentre sarebbe confermato il nome di Wang Chunhao, la donna riconosciuta dal marito grazie a una catenina. Mancano i nomi dei cinque uomini, perché la Procura sta cercando di associare a ogni singolo nome un corpo. Il compito non facile tocca alla squadra mobile, che dovrà fornire al sostituto procuratore Lorenzo Gestri i riscontri necessari per arrivare alla identificazione ufficiale. A quel punto partiranno quattro avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati (l’unico nome conosciuto è quello di Li Jianli, titolare formale della confezione) e dei parenti delle vittime che hanno diritto a partecipare all’autopsia, non prima della prossima settimana.
Tra i sette morti, secondo la squadra mobile, ci sono quattro o cinque irregolari, operai senza permesso di soggiorno come uno dei due feriti.
In Procura è stato sentito anche uno dei soci dell’immobiliare Mgf, proprietaria del capannone, che ha confermato di aver stipulato il contratto con Li Jianli, ma ha aggiunto di aver riscosso l’affitto da altri tre soggetti, che sono quelli poi indagati perché ritenuti gestori di fatto dell’attività. Il proprietario italiano non è stato ancora indagato. (p.n.)
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