Il Tirreno

Prato

Fiaccole e commozione nella marcia silenziosa

di Carlandrea Poli
Fiaccole e commozione nella marcia silenziosa

Il corteo istituzionale si è unito a quello organizzato da Cgil, Cisl e Uil per deporre una corona sulla lapide che ricorda i caduti sul lavoro: centinaia di nomi letti uno a uno

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Lavoratore ignoto”, “lavoratrice ignoto”. Il momento più raggelante nel freddo di dicembre che fa da cornice climatica al giorno del lutto cittadino, è quando dalla scalinata del palazzetto dall'anagrafe in piazzetta San Niccolò viene letta la lista completa dei caduti sul lavoro nel 2013. Con quello scandire di “ignoti”, donne e uomini deceduti e neanche identificati perché privi di permessi di soggiorno. Centinaia di nomi, ai quali si sono aggiunti alle prime luci dell'alba domenica scorsa i 7 operai di origine cinese. Nel comunicato ufficiale di Cgil, Cisl, Uil c'è l'istanza di dare un taglio netto con lo sfruttamento della manodopera clandestina e il desiderio di onorare le vittime. Un passaggio della speaker sindacale è dedicato al marito di Linn, una delle lavoratrici decedute il 1° dicembre nel capanonne-loculo di via Toscana. È presente in prima fila – insieme a centinaia di connazionali, rappresentanti istituzionali, del mondo delle categorie economiche e c’è anche Adriano Sofri – abbozza un sorriso di gratitudine al sindaco Cenni e al governatore Rossi che si stringono al cordoglio per la perdita lacerante. Intorno, ci sono i due serpentoni di manifestazione, quello istituzionale partito da piazza del Comune con i gonfaloni di Prato, della Toscana e la parte sindacale raccolta da via Pistoiese. Quando si congiungono in piazza San Domenico – punto determinato per percorrere il tratto finale, prima di deporre la corona di fiori in commemorazione delle vittime della fabbrica – balza agli occhi l'alta presenza di orientali, aggregati in via Pistoiese dalle confederazioni, in linea con la partecipazione alla fiaccolata dalla sera prima sul luogo della tragedia. Ma in maniera meno confortante si notano fra gli autoctoni solo i rappresentanti di quella che potremmo definire la Prato ufficiale: sindaco, assessori, consiglieri, politici e sindacalisti. Solo chi sta nel giro della vita pubblica sembra avvertire il senso del dover partecipare, la consapevolezza che questo è un disastro non confinabile nell'intimità familiare né nell'indifferenza per una delle tante sciagure del vivere contemporaneo. A fare da compensazione a questa mancanza di città reale, la Prato ufficiale nel corteo cerca condivisione: «Questa è la giornata dell'ascolto – fa capire il capogruppo del Pd, Massimo Carlesi mentre prende parte alla cerimonia – Un evento così tragico non era mai successo nella storia lavorativa della nostra città». Il democratico, di solito in contrapposizione con l'intransigenza legalitaria della giunta, ora fa i conti con le reali possibilità di un'integrazione economica. «Molte delle confezioni cinesi – dice, senza reticenze – se si mettessero in regola finirebbero, probabilmente, fuori mercato. È la ricerca del profitto che spinge verso il basso i costi di lavorazione. Bisogna capire se ci sono i margini per elevare la qualità uscendo dal sommerso». D'altronde, il lutto cittadino appiana le differenze di colore politico e fra livelli istituzionali. Così, se fra il Comune e la Regione gli ultimi 4 anni si ricordano in chiave di bracci di ferro e strappi, è il presidente Enrico Rossi a raccogliere per primo l'invito a far cadere le pregiudiziali ideologiche: «Dobbiamo superare le contrapposizioni sciocche, che ci hanno fatto chiudere gli occhi sul caso Prato. La mia proposta è di un piano nazionale per rafforzare la repressione e per immaginare, al contempo, una soluzione graduale al problema dei diritti umani». Senza puntare contro le responsabilità: «Per la Toscana – aggiunge – è stata una sconfitta. Questi morti reclamano delle risposte».

ALTRI SERVIZI A PAG.10

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa