Attenzione
Auzzi passa al Fronte Nazionale e sostiene un Cenni bis al Comune
Il consigliere comunale di Prato eletto nelle liste del Popolo delle libertà, era passato a Prato Libera e sicura dell’assessore Milone, prima di confluire nel movimento di estrema destra
PRATO. Dopo Forza Italia al sindaco Cenni arriva un altro endorsement per una ricandidatura: dall'estrema destra si unisce il placet del Fronte Nazionale. Il movimento legato a livello nazionale a Tilgher – gemello dell'omonimo raggruppamento francese di Marine Le Pen – si dichiara disponibile a sostenere un Cenni bis, ponendo una condizione: il mantenimento della sua vocazione di civico, estraneo ai partiti. In contemporanea Fn annuncia il suo primo consigliere comunale: Giancarlo Auzzi (ex Pdl ed ex Prato Libera e Sicura), da sempre dalla parte della giunta in carica. «Dopo l'esperienza in Alleanza Nazionale ed essermi iscritto al Pdl non ho più avuto tessere di partito, ora torno alla casa madre – premette il presidente della commissione tre – Continuo a collaborare con la giunta e con l'assessore Milone, specie per le questioni inerenti via Pistoiese». Per lui un ritorno nella destra radicale. Già a settembre Auzzi si era fatto federatore delle formazioni post-fasciste, una sorta di Cosa Nera in salsa pratese. Con questa mossa intende dare gambe al progetto, verso la tornata elettorale di amministrative ed europee del 2014. «La mia intenzione è di trovare un accordo con i giovani di tutti i gruppi della destra per confluire nello stesso soggetto politico». Il Fronte Nazionale, in questo, fungerebbe da punto d'arrivo. Per quanto sulla collocazione politica, il coordinatore provinciale Sebastiano Campo (già segretario degli storaciani) intende fare una distinzione: «Stiamo al di là del centrodestra e del centrosinistra. Oggi si tratta di fare una lotta contro il sistema, che ha distrutto la ricchezza dei popoli. In questo senso vedo molto più estremista di noi chi ci ha impoveriti, sacrificando il nostro manifatturiero». Sul sindaco Cenni il giudizio è globalmente lusinghiero, avendo dovuto gestire – dicono i frontisti – una situazione d'abbandono della città, specie nei Macrolotti: «Qualcuno – accusa Campo – dovrà rispondere ai cittadini di come sia stato reso possibile lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo a livelli da Medioevo». L'allusione alla tragica fine dei 7 operai cinesi nella fabbrica-loculo di via Toscana è evidente. Rappresenta l'occasione per fissare le priorità politiche per il Comune: rispetto della legalità; blocco e regolamentazione dei flussi migratori; precedenza agli italiani nelle graduatorie per le case popolari. Con la giunta, Fn condivide anche la scelta infrastrutturale più qualificante del suo mandato, il viadotto al Soccorso: «Pensiamo che sia l'unica soluzione praticabile». Della compagnia fa parte anche l'ex senatore di An Roberto Ulivi, il quale rivendica in questa sua nuova avventura di voler andare oltre la destra. Tanto che, ripetono Auzzi, Campo e Ulivi, ci sarebbero adesioni persino da delusi di Rifondazione comunista.
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