Proteste
Quando l’artigiano diventa professore
Un corso di educazione all’imprenditorialità organizzato da Confartigianato all’istituto tecnico Gramsci Keynes
PRATO. Se la scuola non va dall’impresa, l’impresa va scuola. Per offrire ai ragazzi alle prese con scelte riguardanti il proprio futuro professionale la possibilità di confrontarsi con il mondo del lavoro, gli artigiani si trasformano in docenti per portare nelle classi la propria testimonianza. Il mondo della scuola incontra quello del lavoro nel progetto “Educare all’imprenditorialità”: un percorso didattico sperimentale di orientamento all’intraprendere che interessa cinque classi (quattro quarte e una quinta indirizzo tecnologico ed economico-turistico ) dell’istituto tecnico “A.Gramsci- J.M. Keynes”, nelle quali gli artigiani di Confartigianato si alterneranno secondo un programma articolato in cinque moduli, i cui contenuti spaziano dal ruolo dell’Europa all’analisi del contesto economico fino alla realtà pratese, con uno sguardo sempre rivolto alla ricerca di una propensione all’imprenditorialità.
Il progetto prevede 4 incontri in ognuna delle classi coinvolte con imprenditori artigiani di vari settori che entreranno a diretto contatto coi ragazzi illustrando loro la propria esperienza. A fine marzo, si terrà un incontro collettivo a conclusione di questa prima fase sperimentale. La prima lezione è stata tenuta dal presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confartigianato Toscana, Cristiano Reali, il quale, nella conferenza stampa di presentazione del progetto che si è tenuta ieri mattina al Gramsci-Keynes, ha valutato positivamente l’iniziativa soffermandosi sulla percezione che gli alunni hanno della realizzazione personale legata al lavoro.
«Il nostro intento è quello di presentare un’alternativa al lavoro subordinato cercando di stimolare nei giovani la voglia di mettersi in gioco– chiarisce l’imprenditore – da parte mia ho la sensazione che ci sia un po’ di confusione sui modelli di riferimento a cui oggi si tende a guardare di più anteponendo la fama, la notorietà e il guadagno facile ai valori reali del lavoro che l’artigianato sta cercando di rimettere al centro». Il progetto lanciato da Confartigianato si inserisce proprio in questa logica: «Credo molto in questa iniziativa – dice il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Andrea Belli – e se come credo questa fase sperimentale avrà successo, l’anno prossimo la vorremo implementare. Anche perché la tendenza a mettersi in proprio sono convinto aumenterà col tempo, anche al di là della crisi». «La scuola aveva la necessità di strutturare i propri percorsi di orientamento e di alternanza scuola lavoro – spiega la preside dell’Istituto, Maria Grazia Tempesti – la proposta di Confartigianato va esattamente in questa direzione rispondendo appieno a quella che è un’esigenza del nostro istituto. Questo è un punto di partenza, non è escluso che possa svilupparsi coinvolgendo anche le terze classi. Il primo incontro è riuscito con successo e i ragazzi hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa».
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