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Prato

Il comandante della Guardia di finanza: «Niente a Prato potrà più essere come prima»

Il comandante della Guardia di finanza: «Niente a Prato potrà più essere come prima»

«Dopo la strage alla "Teresa Moda" a Prato penso che niente potrà essere come prima». E' addolorato, ma determinato il comandante provinciale della Guardia di finanza di Prato, il colonnello Gino...

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«Dopo la strage alla "Teresa Moda" a Prato penso che niente

potrà essere come prima». E' addolorato, ma determinato il

comandante provinciale della Guardia di finanza di Prato, il

colonnello Gino Reolon. «Spetterà a lui svelare i retroscena

della vita finanziaria e imprenditoriale di quell'azienda

che produceva quintali di capi d'abbigliamento, ma che

denunciava di avere un solo dipendente in regola e pagando

tutti gli altri, 15 euro al giorno». «Siamo di fronte a una tragedia che ci ha annichilito e su

cui c'è l'impegno di tutti a scoprire le responsabilità. Ma

le condizioni in cui vivono molti operai cinesi a Prato

erano già emerse nel corso di numerosi controlli compiuti

non solo dalla Finanza, ma anche dalle altre forze di

polizia. Sono state denunciate ed espulse decine di persone

per sfruttamento della manodopera e per truffa, sequestrate

numerose ditte per gli stessi motivi, ma a Prato le aziende

in mano a proprietari cinesi sono oltre 5mila, un caso unico

in Italia, e quasi nessuna è mai stata trovata in regola».

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