Il Tirreno

Prato

“Basta con noi e loro, su quelle ceneri nasca una città migliore”

di Marco Wong*
“Basta con noi e loro, su quelle ceneri nasca una città migliore”

L’intervento di Marco Wong presidente onorario nazionale di Associna: «Esiste una grande parte di cittadini di Prato che non ha rappresentanza presso le istituzioni ma le cui esigenze vanno previste»

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PRATO. Questo l’intervento di Marco Wong, presidente onorario nazionale di Associna. “È un momento innanzitutto di dolore e cordoglio per quelle persone venute in Italia per cercare un futuro migliore che hanno invece trovato una fine orribile, lontane dalle loro famiglie, dai loro cari lasciati in Cina.

Quando l'emozione sarà sotto controllo si potrà anche riflettere su cosa fare per evitare che qualcosa del genere possa nuovamente accadere. Aspetteremo quindi che l'analisi dei vigili del fuoco sia completa per capire i dettagli di questa tragedia ma sappiamo che una probabile concausa è quella commistione che porta, nello spazio di un pugno di metri quadri, molte famiglie a vivere e lavorare dentro un capannone produttivo, accanto a macchinari potenzialmente pericolosi, in una precarietà che stavolta ha ucciso sette persone.I tanti controlli che periodicamente portano alla luce le irregolarità in questi capannoni sono doverosi ma insufficienti perché coprono solo un aspetto del problema.

Deve emergere la consapevolezza che esiste una grande parte dei cittadini di Prato che non ha rappresentanza presso le istituzioni ma le cui esigenze vanno previste nella progettualità della città comune. Deve essere considerata, per esempio, la possibilità per i lavoratori dell'area industriale di avere degli alloggi prossimi ai luoghi di lavoro e quindi la possibilità di riconversione di alcune aree in residenziali. Deve essere pensata la mobilità dall'abitazione al luogo di lavoro e se, in questi tempi di ristrettezze per i budget delle istituzioni, non è possibile fornire questi servizi allora si può ricorrere anche ai privati, magari cinesi, che possano fornirli in modo regolare, alla luce del sole e con un processo di assegnazione trasparente.

Deve essere evitata la contrapposizione che tante volte si percepisce di divisione, una dialettica "noi" e "loro". Un terzo dei nuovi nati a Prato ha genitori cinesi e tanti giovani di origine cinese la considerano la loro città, quella dove hanno studiato e passato la maggior parte della loro vita e sono quindi un ponte ideale tra quelle due culture che coesistono nella città toscana.

Oggi io e tutti quelli che sono rimasti toccati da questa grande tragedia umana piangiamo quei morti. Da domani speriamo di avere la possibilità di sognare una città migliore che nasca dalle ceneri di quel capannone maledetto”.

* presidente onorario nazionale di Associna

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