Il Tirreno

Prato

Strage in fabbrica, «Da noi ispezioni ogni due mesi. E a Prato?»

Stefano Taglione

Dilaga il dibattito su Twitter all'indomani della strage: «Tutti conoscevano le condizioni di lavoro, ma nessuno ha fatto nulla»

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Quello di Elisa Valentini, che a quanto scrive sembrerebbe essere un'imprenditrice, è uno dei tanti tweet polemici contro le istituzioni a poco più di ventiquattr'ore dall'incendio del Macrolotto di Prato, che ha visto la morte di 7 operai cinesi che lavoravano, mangiavano e dormivano nello stesso locale dove producevano i capi di abbigliamento. Su Twitter sono tantissime le persone che chiedono alle istituzioni dove fossero fino a lunedì 1° dicembre, il giorno in cui è divampato il rogo, dato che delle condizioni di sfruttamento degli stranieri a Prato «lo sapevano tutti».

Ondata di tweet contro politici e sindacati. Dopo l'Asl, l'Inps e le autorità di vigilanza, il popolo della rete se la prende con i politici e i sindacalisti. E non solo per non aver evitato la morte di sette persone che, per pochi euro, a fine mese tentavano di portare a casa qualche soldo, ma anche per l'ingiusta «tolleranza» di cui gli imprenditori cinesi godrebbero al contrario dei colleghi italiani. Lo spiega in un tweet l'imprenditrice Vanessa Ghergo.

Il matematico Franco Maria Fontana è stupefatto dal momentaneo silenzio del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e da quello della Cisl, Raffaele Bonanni. E non è il solo, visto che ben 30 persone hanno "ritwittato" il suo commento.

Poi, soprattutto fra chi abita a Prato o nelle vicinanze, c'è chi se la prende con gli imprenditori cinesi. E, al contrario, alcune persone assolvono le autorità di controllo e criticano gli italiani.

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