Proteste
Più risorse per l’interporto di Gonfienti
Prato, una proposta di legge di Biffoni (Pd) per mettere a disposizione degli hub italiani 15 milioni di euro
PRATO. Dopo aver messo in cantiere l'aumento di capitale e la vendita dell'area di Gonfienti potrebbe arrivare presto un'altra iniezione tonificante – a partire dal lato finanziario, ma non solo sotto quest'ottica – per l'Interporto. Il merito è della proposta di legge Velo-Biffoni, approvata mercoledì alla Camera sull'intermodalità.
Un'azione legislativa che nasce, secondo gli intenti ricostruiti dal deputato pratese del Pd Matteo Biffoni dalla necessità di mettere in “rete” gli hub esistenti e quelli che dovranno nascere: «Con questo strumento sarà si richiede una connessione fra gli Interporti e le altre infrastrutture: porti, autostrade e ferrovie». Il menù prevede una torta di 15 milioni di euro nel prossimo triennio, da spartire equamente fra 2014-2015-2016 in base a bandi e progetti, secondo i criteri che verranno fissati direttamente dal ministero. Essendo, in effetti, un normale pdl e non una legge-delega il governo avrà ampia autonomia in materia.
Quel che conta è che per Prato, secondo Biffoni potrebbe schiudersi un'opportunità sul lato monetario e soprattutto su quello di sviluppo: «Deve essere il punto di riferimento della Toscana centrale. Immagino una connessione con i porti di Livorno e La Spezia». La mission diventerà, a quel punto, di intercettare il flusso di merci verso Berlino e verso Verona. L'adeguamento della rete di trasporto di beni per la Velo-Biffoni andrà di pari passo con la possibilità di rendere più efficiente e tecnologicamente all'avanguardia la tracciabilità dei beni che transiteranno a Gonfienti.
Sul primo frangente il dialogo sfocerà in contatti con Ferrovie dello Stato, per creare un legame fra gli Interporti e le tratte sia nazionali che locali. Sia su primo che sul secondo tema di sviluppo, inoltre, c'è da scommettere che si scatenerà una competizione per accaparrarsi le risorse in gioco. Con una regia condivisa fra gli enti locali coinvolti e il governo. In primis la conferenza unificata che include i rappresentanti di tutte le autonomie, anche dei Comuni. I sindaci, inoltre, potranno essere chiamati in causa in sede di comitato per l'intermodalità, che vorrebbe istituire la proposta di legge (qualora passasse positivamente anche il vaglio del Senato), presieduto dal ministro delle infrastrutture (attualmente, Maurizio Lupi) e che coinvolge i presidenti delle Regioni che hanno al loro interno strutture interportuali. (Carlandrea Poli)
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