Italia
Imprese e sindacati con rabbia: «Era prevedibile»
PRATO. «I nostri soci non hanno situazioni tragiche, sono nella legalità perché ci siamo attivati con una serie di corsi di formazione, ora chiediamo loro di essere sentinelle verso la comunità...
PRATO. «I nostri soci non hanno situazioni tragiche, sono nella legalità perché ci siamo attivati con una serie di corsi di formazione, ora chiediamo loro di essere sentinelle verso la comunità cinese per trasmettere il messaggio dell’ importanza di lavorare in condizioni di sicurezza e non utilizzare le fabbriche come dormitori». Claudio Bettazzi presidente di Cna commenta così la tragedia di via Toscana. Anche il presidente dell’Unione Industriali Andrea Cavicchi, commenta l’accaduto. «Un grande dolore per le persone che sono morte, una tragedia che non può più accadere». Oltre al dovuto rispetto per chi perde la vita ribadisce anche che «Alfano è venuto a Prato per siglare l’accordo sicurezza eppure succedono ancora queste tragedie. Inoltre, ancora una volta, l’immagine di Prato è associata a quella dell’ illegalità: esistono invece aziende, anche cinesi, che sono in regola. Tutti gli sforzi fatti per essere competitivi investendo nelle collezioni e nell’ innovazione vengono vanificati da una pessima immagine del distretto che sistematicamente viene rilanciata a livello nazionale». Dagli industriali agli artigiani. «Il dramma – commenta il vice presidente di Confartigianato Moreno Vignolini – non è l’incendio di una fabbrica, ma che in quel luogo ci dormivano. Una situazione che tutti sappiamo, ma che continuiamo ad ignorare. Come sempre siamo andati sui Tg nazionali con un fatto grave di cronaca, spero che sia l’ultima volta e che qualcosa cambi». Il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, che in serata si è recato sul luogo dell’ incendio ha espresso il proprio cordoglio per la comunità cinese che «ha pagato un grosso tributo in vite umane. Oggi è il momento del lutto, ci sarà tempo per accertare le responsabilità e le cause di questa tragedia». Anche la Cgil si unisce alle altre associazioni e alle istituzioni locali nell'esprimere il cordoglio per il lutto e la vicinanza alle vittime, ai loro familiari, ai lavoratori coinvolti e vicini a quanti si sono trovati in questa terribile situazione. «Questa- - afferma la segreteria con un comunicato - è una tragedia annunciata diretta conseguenza di condizione gravissime di vita e di lavoro nella quale sono costretti in grande promiscuità persone in condizioni di estrema debolezza, perchè ai margini della legalità e quindi in una situazione tale da non poter ribellarsi. Sono fatti, ormai più che noti, che non possono più essere tollerati. La battaglia per la condizione di lavoro è la prima battaglia per la Cgil e per tutto il sindacato: questo vale per tutte le aziende, di qualsiasi nazionalità, che operino nel nostro Paese».
Alessandra Agrati
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