Il dolore
Crocifissi danneggiati, è gara di solidarietà
Prato, a San Bartolomeo i fedeli si tassano e c’è chi vuol mettere all’asta dei quadri per poter trovare dei fondi da destinare al restauro
PRATO. Non si trova e non ha nemmeno un nome il vandalo che lunedì della scorsa settimana si è accanito contro due crocifissi custoditi in altrettante chiese del centro storico: quella di S. Bartolomeo e quella di S. Pier Forelli. Sono, dunque, passati sette giorni ma il volto di ha commesso l'atto sacrilego resta sconosciuto.
Il Cristo della chiesa di S. Pier Forelli (detta anche di S. Pierino) è semidistrutto. Il vandalo è salito sulla mensa dell'altare e ha strappato letteralmente il Crofisso dalla nicchia dove era venerato. Essendo di cartapesta, e vista la furia con cui l'ignoto vi si è scagliato, l'opera è ridotta in pessimo stato. L'altro, invece, è un Cristo ligneo risalente al 1300. Già due settimane prima dell'episodio la statua era stata trovata fuori dai perni nella parte dei piedi. Forse, in quell'occasione, il balordo non aveva avuto il tempo di portare a compimento la sua opera. Lunedì scorso, invece, è salito sull'inginocchiatoio e ha rotto le braccia al Cristo.
Il parroco della chiesa di piazza Mercatale, don Marco Natali, è per non spostare il Cristo. «Lasciamolo così com'è senza aggiustarlo, perché anche questo fa parte della storia. Ha resistito ai bombardamenti della guerra, ma non all'atto vandalico. Credo sia una testimonianza importante». Intanto, alcuni parrocchiani di S. Bartolomeo si sono fatti avanti per dare, ognuno per quello che può, un'offerta mirata al restauro del crocifisso. C'è anche chi vorrebbe dare al sacerdote un paio di quadri che ha in casa da mettere all'asta e il cui ricavato servirebbe per poter riparare l'antica croce.
«La gente vuole che lo sfregio sia cancellato – spiega don Natali – ed è bello vedere come i parrocchiani siano affezionati ai loro simboli. Ma se pur bella è una croce di legno, sono del parere che in giro ci sono tanti poveri Cristi. Ecco, il nostro sguardo deve essere rivolto anche a loro. Ora aspettiamo cosa verrà deciso dall'ufficio dei beni culturali della diocesi in merito alla sistemazione del crocifisso».
In via del Pellegrino, l'altro crocifisso martoriato si trova ora in una stanza della canonica. La nicchia dove era conservato è vuota. «Domenica durante la messa è stata recitata una preghiera per quanto successo – spiega il parroco don Simone Vannini – e in settimana il vescovo Franco Agostinelli insieme ad alcuni sacerdoti è tornato in chiesa per un momento di preghiera. Attualmente, non so ancora se il croficisso verrà rimesso a posto, qualora si decida per un restauro sarà un'operazione difficile visto come è stato ridotto».
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