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Prato

Niente autopsia, si attende l’esame sul Dna

Niente autopsia, si attende l’esame sul Dna

Sempre più fitto il mistero della morta di Iolo. Sul cadavere non ci sono segni evidenti di violenza

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PRATO. Per il momento l'autopsia non si farà. Lo ha deciso il sostituto procuratore della Repubblica di Prato, Lorenzo Gestri, che indaga sul ritrovamento del corpo della donna sepolta in un campo adiacente a via Albertesca a Iolo.

Ritrovamento avvenuto giovedì 28 novembre dal titolare del terreno che, col trattore, stava arando il campo ed ha visto spuntare un piede dalle zolle, dando quindi l'allarme.

La decisione di rinviare l'autopsia sembra sia dettata dal fatto di voler cercare di dare un nome alla donna e di definire i dettagli e le circostanze legate alla sua vita prima della morte.

All'autopsia insomma sarebbe bene che ci fosse eventualmente anche una controparte che rappresenti chi quel corpo lo ha sotterrato.

Il reato per il quale è stato aperto il fascicolo processuale per ora è quello di occultamento di cadavere eventualmente finalizzato all'occultamento di un altro reato (omicidio oppure omissione di soccorso).

Sì, perché allo stato attuale, dopo un solo esame esterno del corpo da parte del medico legale Alberto Albertacci, non sarebbero emersi segni evidenti di una morte violenta, ovvero legata ad un colpo di arma da fuoco o da taglio.

Potrebbe quindi, trattarsi anche di una morte naturale ma troppo compromettente perché magari - se venisse confermato che si tratta di una cittadina orientale - clandestina e che lavorasse a nero in qualche ditta di confezioni.

I carabinieri stanno allargando il loro raggio di azione fra gli informatori, soprattutto nella comunità cinese, per cercare di avere un piccolo appiglio su cui cominciare a lavorare.

L'esame del dna sarà il primo punto da cui partire, dovrà dare la certezza che si tratti di una cittadina orientale oppure escluderlo. E sia nel primo che nel secondo caso, gli scenari che si apriranno saranno completamente diversi.

Nel laboratorio delle analisi dell'istituto di anatomia patologica di Firenze sono riusciti ad estrapolare il dna dai tessuti prelevati ma occorreranno ancora dei giorni per sciogliere i dubbi.

Anche sui due anelli rinvenuti alle dita della donna, una fascetta simile ad un anello nuziale e un anello con pietra, c'è abbastanza riserbo da parte degli investigatori. Sono gli unici elementi, per ora, che potrebbero indirizzare le indagini in una qualche direzione.

P.P.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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