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Prato, la tragedia del Macrolotto: tutte le reazioni
I commenti al terribile incendio scoppiato in una confezione cinese: sette le vittime
PRATO. Mentre sale il bilancio della tragedia, mezza Italia si chiede come sia possibile un disastro del genere. Tantissime le reazioni, legate soprattutto al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro condotti dai cinesi di Prato.
LA CRONACA E I VIDEO - FOTO 1 - FOTO 2
Il vescovo Franco Agostinelli: è ora di dire basta. "Sono sgomento di fronte ad una tragedia che ricorda i tempi della rivoluzione industriale. Eppure è avvenuta oggi, tra le strade delle nostre zone produttive, nella Prato civile ed evoluta benché morsa dalla crisi economica. Sette lavoratori hanno perso la vita nel rogo che ha avvolto l’azienda in cui operavano, probabilmente in condizioni molto precarie o addirittura disumane. Una parola si impone sulle altre: «Basta!». Per la nostra città è l’ora di mettere da parte posizioni ideologiche preconcette e tatticismi strumentali. È l’ora di una reazione unanime e di un soprassalto di umanità. «Basta!» a situazioni di lavoro non degne dell’uomo e delle conquiste sociali degli ultimi decenni; basta all’illegalità, che troppo spesso combina insieme gli interessi immorali di molti pratesi e le attività disinvolte di tanti imprenditori cinesi; basta allo sfruttamento della manodopera immigrata cinese, anche quando assume i connotati dell’autosfruttamento. La Chiesa di Prato lo ha affermato con chiarezza da molto tempo. Di fronte a queste fenomeni appare fondamentale l’attività repressiva. Ma da sola non basta. Occorre intensificare la prevenzione. Ma anche questa non è sufficiente. Era – e da oggi lo è in modo ancora più stringente – ineludibile una nuova e coraggiosa politica (quella con la P maiuscola, se occorresse precisarlo) che non si attardi su quel che è stato fino ad oggi ma guardi al futuro, un futuro dove l’immigrazione non è più un’emergenza ma un dato strutturale con cui confrontarsi. Intendo una politica condivisa, da istituzioni, partiti, categorie sociali e associazionismo e che metta al centro i diritti, la giustizia e lo sviluppo. Ognuno deve tornare responsabilmente a fare la sua parte per il bene comune e impegnarsi per abbattere i muri dell’incomunicabilità tra cinesi e italiani. Gli imprenditori orientali che sono tra noi avvertano l’imperativo morale del dialogo e si lascino aiutare a bonificare le imprese e il lavoro. Imprenditori e sindacati italiani siano la prima linea di questa frontiera. La nostra grande Prato merita questo impegno. Ce lo impone ancora prima la nostra coscienza. I sette morti del Macrolotto 1 ce lo chiedono oggi e ne saranno monito futuro".
Il pensiero del ministro Cecile Kyenge. "Il mio pensiero è per la tragedia di Prato. Grave la violazione della dignità umana dei lavoratori". Così il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, interviene, con un tweet, su quanto avvenuto oggi in una fabbrica a Prato.
Antonello Giacomelli (Pd): il governo riferisca. "Ho appena formalizzato al governo la richiesta del gruppo pd della Camera di una informativa urgente in aula sulla tragedia accaduta oggi a Prato. Il primo pensiero va alle vittime ed ai loro familiari ma non possiamo limitarci al dolore di queste ore. E' necessaria una iniziativa complessiva del governo per il distretto di Prato, più seria più articolata e più profonda delle ricette che abbiamo visto in questi anni, tanto spettacolari quanto inadeguate a contrastare lo sfruttamento delle persone e la crescita del l'illegalità economica. Di questo siamo intenzionati a discutere con Letta e con la maggioranza che sostiene il governo". Lo afferma in una nota il vicepresidente del gruppo pd alla camera, Antonello Giacomelli
Il sottosegretario Erasmo D'Angelis: l'impegno del governo. “Ancora una volta assistiamo ad una terribile tragedia in fabbrica, dove lavoratori immigrati cinesi e le loro famiglie lavorano e vivono in condizioni impossibili e al limite dello schiavismo. Ho chiesto ai Ministeri degli Interni e del Welfare di rafforzare i controlli perchè non è possibile che ancora oggi una città moderna e avanzata come Prato viva situazioni di questo tipo. Da parte nostra il prossimo Piano Città, che vedrà la luce con il nuovo ciclo dei Fondi strutturali europei 2014-2020, affronterà anche le problematiche produttive e sociali dal punto di vista infrastrutturale per il rispetto delle regole e delle norme sugli ambienti di lavoro”. Lo ha detto il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis sulla tragedia di Prato".
Per Riccardo Mazzoni occorrono controlli più rigorosi. "Da tempo - afferma il senatore e coordinatore pratese di Forza Italia - chiediamo un intervento straordinario dello Stato per ripristinare la legalità a Prato. Legalità che non significa solo il recupero dell'evasione fiscale nel distretto parallelo cinese e blocco dei flussi di denaro all'estero, ma controlli sempre più rigorosi per evitare la tratta dei clandestini che continua senza sosta e la riduzione in schiavitù di migliaia di persone costrette a vivere e a lavorare in condizioni subumane" . Secondo Mazzoni, "lo strenuo e costante impegno delle forze dell'ordine sul territorio non basta più. La tragedia del Macrolotto dimostra che non c'è più tempo da perdere: serve subito una task-force in grado di mettere in atto controlli eccezionali in quella parte di Prato da tempo in mano alla criminalità organizzata cinese. Per questo chiedo al ministro Alfano di rispettare gli impegni assunti nella sua recente visita in Prefettura e di convocare subito il tavolo nazionale per la sicurezza costituito appositamente per Prato".
Fedeli (Pd): Agire subito contro l'illegalità. "Si tratta - dice la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (Pd) di un episodio gravissimo, una tragedia che non puo' e non deve ripetersi. Esprimo tutto il mio dolore per i lavoratori di quest'azienda costretti, per necessità, a vivere e lavorare nell'illegalità e alle loro famiglie. È necessario intervenire subito monitorando le situazioni di illegalità, di sfruttamento e agendo sull'assenza di controlli: i cittadini cinesi che vivono in Italia spesso si ritrovano in condizioni lavorative e di vita che ricordano la schiavitù, con negazione dei loro diritti fondamentali. È ora di dire basta. È necessario muoversi subito contro lavoro nero e sfruttamento chiudendo immediatamente queste aziende per tutelare i lavoratori e le loro famiglie".
Stefano Mugnai (Forza Italia). «Tragedia più che annunciata a Prato. Ed ora impazzirà il festival dell’ipocrisia, con tanto di anime belle che si diranno sorprese per quanto accaduto. C’è anche chi per anni ha fatto finta di non vedere e di non sapere ed ora si precipita a favore di telecamera in compagnia di un noto condannato con sentenza passata in giudicato a 22 anni di carcere (no, non è Berlusconi, né la sentenza è per evasione fiscale, bensì per l'omicidio di un commissario di polizia)». «Ma si sa: per questa sinistra che ama fare la morale un tanto al chilo i pregiudicati sono solo quelli che stanno dall’altra parte. Resta il dolore e il pensiero per persone che vivevano, lavoravano e sono morti in condizioni che, almeno alle nostre latitudini, ci rifiutiamo di considerare degne di esseri umani».
Massimo Carlesi (Pd) una giornata di lutto. "È una giornata di lutto e di dolore per la nostra città. Confidiamo - dice il capogruppo Pd - che Magistratura e Forze dell’Ordine accertino cause e responsabilità della morte degli operai che lavoravano nella Confezione distrutta dall’incendio nel Macrolotto . Si intensifichino i controlli a cura di Ispettorato del Lavoro ed Asl sulle normative di sicurezza sul lavoro".
Giorgio Silli: non è il momento delle polemiche. "Non è il momento delle polemiche, è il momento delle condoglianze e del lutto. Ero alla festa dei rumeni a Prato, ho chiesto a tutti - 1500 persone - di osservare un minuto di silenzio. Perché questo è il momento del lutto".
Cgil: una tragedia annunciata. "La Cgil - afferma la segreteria pratese - si unisce alle altre associazioni e alle istituzioni locali nell'esprimere il cordoglio per il lutto e la vicinanza alle vittime, ai loro familiari, ai lavoratori coinvolti e vicini a quanti si sono trovati in questa terribile situazione. Questa è una tragedia annunciata, diretta conseguenza di condizione gravissime di vita e di lavoro nella quale sono costretti in grande promiscuità persone in condizioni di estrema debolezza, perchè ai margini della legalità e quindi in una situazione tale da non poter ribellarsi. Sono fatti, ormai più che noti, che non possono più essere tollerati. La battaglia per la condizione di lavoro è la prima battaglia per la Cgil e per tutto il sindacato: questo vale per tutte le aziende, di qualsiasi nazionalità, che operino nel nostro Paese".
Matteo Salvini (Lega): "Occhi chiusi su ciò che accade". "Perché si vuole continuare a chiudere gli occhi su quello che accade dietro ai cancelli di fabbriche e laboratori gestiti da extracomunitari?". A chiederlo è il vice-segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, dopo l'incendio in cui sono morte cinque persone a Prato. Proprio a Prato, Salvini andrà mercoledì pomeriggio alle 16 per incontrare e ascoltare i cittadini del Comune toscano. "Da anni - ha osservato l'europarlamentare - il nostro Movimento, spesso unica voce a levarsi in questa direzione, denuncia la silenziosa invasione di uomini e merci dalla Cina nel nostro Paese. La concorrenza sleale nei confronti delle nostre imprese viene portata avanti con ogni mezzo. Anche con lo sfruttamento disumano degli stessi immigrati, costretti a lavorare senza alcuna tutela ed esposti al rischi gravissimi, compreso quello di bruciare vivi, come successo questa notte a Prato".
Diego Blasi e Nicoletta De Angelis (Sel) sia lutto cittadino. Per la segretaria di Sel è "una giornata di lutto per tutta la città di Prato. Crediamo che questo sia il tempo del lutto e non vogliamo, adesso, dare spazio a improvvide per quanto precipitose polemiche. Riteniamo però che il lutto cittadino, che richiediamo con forza, possa essere soltanto l'inizio per aprire una seria riflessione su quali siano le condizioni in cui si lavora nella nostra città. Chiarendo, senza ipocrisia, chi siano i reali approfittatori di un sistema in cui vivono gli sfruttatori e muoiono gli sfruttati". Diego Blasi si chiede "se i proprietari dei capannoni (spesso italiani) sono a conoscenza di quello che succede? Sono a conoscenza delle condizioni fatiscenti delle strutture, del mancato rispetto dei diritti umani, del mancato rispetto delle minime condizioni di sicurezza di chi ci lavora e nella maggior parte dei casi ci vive? Io rispondo che si, ne sono consapevoli. E dunque complici. È l'ora di finirla di fare la guerra agli sfruttati, mentre gli sfruttatori continuano a lucrare. È l'ora di smetterla di affrontare la situazione ideologicamente. È necessario attivare una discussione urgente con tutte le parti interessate e mettere in campo tutte le azioni necessarie per evitare tragedie di questa portata. Il sindaco intanto, questa volta, abbia la decenza di dichiarare lutto cittadino".
Alessio Laschi (Fds): vergonatevi tutti. Per il segretario provinciale di Rifondazione-Fds Prato occorre "verificare subito se il capannone fosse in affitto, secondo qual era la cifra, terza domanda , quella più importante come è possibile che il proprietario non sapesse che lì lavoravano e vivevano più di dieci cinesi?”. Mi auguro che il magazzino non fosse in affitto... A Prato c'è e c'è stato un chiaro accordo fra industriali, imprese edili e forze politiche per tenere tutto ciò sommerso, i politici hanno reso edificabili i terreni agricoli, gli industriali hanno comprato i terreni e fatto costruire magazzini alle imprese edili, poi intermediari a nero hanno affittato i capannoni ai cinesi. Dolce finale affitti registrati a poche centinaia di euro a fronte di migliaia di euro sempre a nero. Questa è la verità. Siete tutti colpevoli,vergogna".
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