Sicurezza
Cenni: «Molti dubbi sulla ricandidatura»
Il sindaco tira le orecchie ai partiti a margine della convention regionale di Forza Italia al Palace
PRATO. Forza Italia Toscana ricomincia da Prato, cartina di tornasole, secondo il coordinatore regionale azzurro Vincenzo Parisi, delle amministrative del maggio prossimo. Ma lo fa con un candidato sindaco in pectore, Roberto Cenni, primo cittadino in carica, sull'orlo di fare un passo indietro. Se il centrosinistra piange, il centrodestra certo non ride. La convention dei berlusconiani, si consuma in una mattina, all'hotel Palace: poco più di un centinaio di persone - quasi tutti amministratori pubblici toscani, presenti in massa gli assessori della giunta Cenni - che si scaldano ma non troppo: quando parla Altero Matteoli, l’ospite d’onore, quando entra in sala, poco prima dell’una Roberto Cenni. Che prende il microfono e una botta di vivacità la regala: «Santini - dice al nuovo capogruppo forzista in consiglio regionale - il lavoro te lo do di già: l'aeroporto a Firenze non s'ha da fare». Ma è a margine della convention che Cenni esprime tutti i dubbi su un bis che invece gli viene richiesto a gran voce: «Molti danno per scontata la mia scesa in campo - dice - ma non è così. Non sto facendo melina, se avessi deciso non avrei problemi a dirlo e invece devo ancora da riflettere e vedere come vanno le cose. Perché non sono convinto che l'azione del sindaco sia utile alla città se poi chi lo sostiene cambia bandiera. Prato ha rischiato di restare senza bilancio e io non me lo dimentico». Tradimenti, cambiamenti di casacche, voltafaccia: insomma una classe politica - secondo Cenni - inaffidabile. «Tutto si può fare - afferma - ma non tradire il mandato ricevuto dai cittadini».
E dire che la prima convention degli azzurri toscani - titolo: Si ricomincia dai territori, sul palco oltre a Matteoli, Mazzoni, Santini e Parisi, Filippo Bernocchi - è tutta giocata sul ruolo cardine di Prato nelle prossime amministrative. «Che è l'unico, grande, capoluogo italiano - sottolinea Mazzoni - governato dal centrodestra e per questo il risultato che si otterrà alle elezioni avrà una valenza nazionale come e più del 2009». Il coordinatore azzurro conta anche sul contributo dei "cugini scissionisti" che a Prato, tra consiglio comunale e provinciale, si contano sulla dita di una mano. «Certo che se il Nuovo centro destra di Prato alla fine facesse mancare l'appoggio al secondo mandato di Cenni - conclude Mazzoni - sono convinto sarebbe difficilmente comprensibile anche dalla nostra gente».
Cristina Orsini
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