Proteste
Prato, Tripodi si candida a sindaco. Bosi:"Una fuga in avanti"
Il capogruppo Pd alla circoscrizione Est presenta la lista PratoRipartiamo e lancia la sua candidatura. Ma non rompe con il Pd: «Se ci saranno primarie, sarò della partita»
I giorni dei tentativi di un ressemblement del centrosinistra attorno a Biffoni sono finiti. Stamane, il capogruppo del Pd della circoscrizione Est, Simone Tripodi ha annunciato la sua candidatura a sindaco. A sostenerlo una neonata lista civica, PratoRipartiamo formata da molti simpatizzanti del Partito Democratico (ma rigorosamente senza tessera in tasca) e innervata dalla collaborazione con i comitati cittadini.
Il messaggio più sferzante lo riserva per Matteo Biffoni, il deputato che dallo scorso settembre è stato il protagonista di un pressing di vasti settori dei democrats per candidarlo alla guida del governo cittadino, malgrado le sue ritrosie a fare questo passo: «Rappresenta una risorsa per il rinnovamento nazionale – scandisce Tripodi, che riserva una carezza prima di sferrare l'attacco –. Se dovesse rinunciare al seggio in Parlamento, Prato perderebbe un rappresentante importante. Sarebbe un errore. In quel caso, comunque, io manterrò la mia candidatura per contribuire alla pluralità».
La conseguenza concreta è la dissoluzione delle suggestioni delle ultime settimane, rilanciate – in primis – dal segretario provinciale del Pd, Gabriele Bosi di trovare un nome unitario per la competizione alle prossime elezioni amministrative. In questo, il segno di rottura è ben evidente.
Simone Tripodi presenta la lista Prato Ripartiamo
Anche se Tripodi prova a circoscrivere l'ambito dello strappo col suo partito: «Penso al silenzio della città rispetto alle elezioni comunali e al conseguente ritardo. Non basta per il centrosinistra chiamare gli elettori a esprimersi con le primarie e cessare il confronto il giorno successivo». Tripodi assicura che il rapporto col Pd non è incrinato, poiché il suo contributo e quello di PratoRipartiamo si inserirà nel solco della coalizione e del percorso delle primarie. «Se ci saranno io sarò in gioco», fa capire. Tuttavia, ammette – per poter amplificare l'effetto sorpresa – la sua corsa parte in solitaria e senza una condivisione con i vertici di via Carraia. Bosi è stato informato questa mattina, solo una manciata di minuti prima della conferenza stampa di presentazione. Il primo destinatario del suo blitz politico, quindi, è proprio il partito nel quale milita e nel quale pensa di continuare a militare. Mossa che, peraltro, ricalca lo schema del congresso provinciale.
Se Gabriele Bosi, in effetti, è stato incoronato alla leadership dei democrats senza l'accordo con i civatiani, allo stesso modo, a far saltare in anticipo il banco sulla ricerca del candidato d'unità per riconquistare la guida del Comune (vanificando le spinte verso Biffoni) è un supporter di Pippo Civati, Tripodi: «Mi sento vicino alle sue idee, anche se è una mia considerazione personale e non un'etichetta di partito da mettere a questo progetto». Di certo, se verso il Pd può apparire un'Opa ostile, in relazione alla città il segno è quello della coesione in antitesi ad esempio alla rottamazione renziana: «Per far ripartire Prato occorre aprirsi alle associazioni e ai soggetti della della città, mettendo insieme generazioni diverse. Solo così potremmo tornare allo splendore di un tempo».
Ed è il segreterio Gabriele Bosi che commenta la sescesa di Tripodi parlando di "fuga in avanti". "Specie perché – fa notare – il percorso che porterà alle primarie per la selezione del candidato sindaco e, quindi, alle amministrative deve ancora partire". Non capiterà che dopo l'elezione del nuovo leader nazionale, nelle primarie dell'8 dicembre.
Ciò nonostante, l'umore del segretario provinciale Gabriele Bosi non si guasta. Serafico, accoglie l'autoinvestitura di Simone Tripodi: “Prendo atto che una persona vuole dare il suo contributo. Dal mio punto di vista, inoltre, non ho niente contro le liste civiche. Ho sempre sostenuto che il Partito Democratico dovesse essere e debba essere il punto di riferimento nella costruzione di un'alternativa, aprendosi alle liste civiche”.
Il fatto che Tripodi brandisca l'insegna di una formazione esterna al Pd, pur essendo iscritto ed eletto nelle file democrat non rappresenta a suo avviso motivo di incompatibilità: “Ad ora non vedo problemi disciplinari. Sicuramente, il sentiero verso l'organizzazione di una coalizione è ancora tutto da costruire”. Il massimo che concede, a ben vedere, alla critica è la constatazione che la discesa nell'agone del consigliere di circoscrizione rappresenta un giocare d'anticipo.
“Vivo questa cosa con serenità. Non ci sono presupposti per uno scontro nel Pd - continua Bosi - Del resto, lui ha detto di non voler rinunciare all'appartenenza al partito”. Non teme, del resto, neanche la presenza in campo di più liste fondate da esponenti piddini. “A noi è affidato il compito di trovare la massima sintesi possibile”. Tanta sicurezza è dettata al momento anche da un'altra constatazione: “La sua proposta non nasce all'interno della mozione al congresso di Civati”. In realtà il fronte pratese dei sostenitori del deputato lombardo si spacca a metà sulla sfida lanciata da Tripodi: estraneo è l'asse Mangani-Santi, a spalleggiarla è la componente legata a Marco Monzali (fuoriuscito dal comitato ufficiale), pronta a saldarsi con Bruno Ferranti e Fabrizio Mattei, i due endorsement pesanti attesi per il giovane consigliere.
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