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Prato

Potrebbe essere cinese la donna sepolta a Iolo

Potrebbe essere cinese la donna sepolta a Iolo

L’ipotesi si rafforza dopo l’esame esterno della salma: alle dita aveva due anelli Ancora da chiarire le cause della morte, prelevato il Dna per eventuali confronti

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PRATO. Potrebbe essere cinese la donna il cui cadavere è stato trovato giovedì pomeriggio in un campo adiacente a via Albertesca, a Iolo. E' un primo risultato dell'esame esterno del corpo compiuto dal medico legale Alberto Albertacci su incarico del sostituto procuratore Lorenzo Gestri, che ha aperto un fascicolo per occultamento di cadavere finalizzato all’occultamento di un altro reato. Si pensa che la donna potesse essere orientale non tanto dai tratti somatici del volto, praticamente irriconoscibile, ma da altri particolari antropometrici. Non è ancora chiara, invece, la causa della morte: non ci sono tracce evidenti di colpi di arma da fuoco o di arma da taglio. Pochi comunque gli elementi in mano agli inquirenti. Tra questi ci sono un paio di anelli con pietra che sono stati trovati alle dita di una mano e che verranno esaminati dai carabinieri del Nucleo investigativo agli ordini del capitano Stefano Verlengia. Il cadavere presenta una frattura a una gamba, e altre fratture che però potrebbero essere state provocate dal trattore durante le operazioni di aratura. A prima vista le mani sono ben curate e sembrano appartenere a una donna relativamente giovane, mentre del volto non è rimasto quasi niente. Il cadavere era avvolto in un sacco nero di plastica, fissato con nastro adesivo da pacchi. Indossava un vestito leggero di cotone e non aveva scarpe ai piedi.

Intanto i carabinieri sono tornati ieri mattina a fare un sopralluogo nel campo adiacente a via Albertesca, alla ricerca di nuovi elementi. Giovedì sera, al buio, non era stato possibile fare ricerche accurate, ma ieri, spiegano, non sono emersi elementi interessanti.

Il lavoro prosegue anche al Comando provinciale, dove si incrociano i pochi dati disponibili con quelli contenuti nelle denunce di scomparsa degli ultimi mesi. Non è un’operazione semplice. Solo in Toscana si parla di alcune decine di casi. Alcuni vengono scartati in base alle misure antropometriche, ma sugli altri si lavora alla ricerca di una scintilla che dia una svolta alle indagini.

Teoricamente per tutti i casi conosciuti sarebbe possibile fare una comparazione tra il Dna del cadavere e quello dei parenti delle donne scomparse, ma questa operazione, molto dispendiosa, sarà fatta solo se l’identificazione si rivelerà impossibile. Sarà comunque utile per escludere i casi più noti, come quelli di Roberta Ragusa o Francesca Benetti.

Nelle ultime 24 ore al Comando provinciale dei carabinieri non si è presentato nessuno denunciando la scomparsa di donne in provincia di Prato o altrove. Il medico legale ha prelevato anche il Dna della vittima, che potrà servire sia per un confronto coi parenti di altre donne scomparse, sia per stabilire l’etnia.

Paolo Nencioni

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