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Prato

Indagini sulla morte di un pensionato trovato in un cortile

Indagini sulla morte di un pensionato trovato in un cortile

Vernio: l’uomo era riverso a terra accanto a un cancello a due passi da casa in località Celle, disposta l’autopsia

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VERNIO. Sono in corso indagini per stabilire le cause della morte di un uomo di 85 anni, Bruno Micheloni, residente a Vernio, che lunedì mattina è stato trovato agonizzante con un forte trauma cranico in un cortile in località Celle, a poche decine di metri dalla sua abitazione. Al momento si tratta di un giallo, la cui soluzione è affidata all’autopsia disposta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri.

L’uomo è stato trovato da Sergio Ciolini, un residente che era impegnato in lavori di ristrutturazione della sua casa. L’anziano era riverso a terra, accanto a un cancello, e perdeva sangue dalla testa.

Soccorso da un’ambulanza, è morto all’ospedale di Prato senza riprendere conoscenza e solo a quel punto sono stati avvertiti i carabinieri di Vernio. Il forte trauma cranico al momento non si spiega con le condizioni del terreno. Una ipotesi è che il pensionato abbia inciampato in uno scalino e abbia sbattuto la testa contro il cancello, ma sarà l’autopsia, affidata al medico legale Alberto Albertacci, a dare risposte più precise.

L’ottantacinquenne abitava sulla strada che porta dalla sede del Comune a Montecuccoli. Aveva qualche problema fisico e si aiutava a camminare con un bastone, ma era completamente autonomo, tanto che guidava anche l’auto.

Bruno Micheloni viveva da solo nell’abitazione in località Celle e non era sposato. Accanto alla casa abita la cognata. Operaio tessile in pensione, Micheloni viene descritto come una persona riservata e schiva, non frequentava il circolo del paese e si vedeva poco in giro. Negli ultimi tempi la vecchiaia aveva aggravato i suoi problemi di salute, senza pregiudicare la sua capacità di spostarsi.

Qualunque cosa sia successa lunedì mattina, non ha avuto testimoni. Come detto, è stato un residetne a scorgere il corpo dell’anziano accanto al cancello.

La prima preoccupazione dei soccorritori è stata di trasportare il pensionato all’ospedale di Prato (nonostante le sue condizioni fossero disperate) e solo successivamente è stato deciso di chiamare i carabinieri, perché quel trauma cranico non convinceva fino in fondo i sanitari. Un doveroso scrupolo, anche se l’ipotesi maggiormente accreditata per spiegare la morte di Bruno Micheloni resta quella della caduta accidentale. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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