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Prato, il sindaco Cenni : “Ho molti dubbi sulla ricandidatura”

Cristina Orsini
Prato, il sindaco Cenni : “Ho molti dubbi sulla ricandidatura”

Il primo cittadino a margine della convention di Forza Italia toscana al Palace ammette le perplessità. “La politica è ancora inattendibile”. Sostegno degli azzurri ma che però temono lo sgambetto dei “cugini” alfaniani

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PRATO. Forza Italia Toscana ricomincia da Prato, cartina di tornasole, secondo il coordinatore regionale azzurro Vincenzo Parisi, delle amministrative del maggio prossimo. Ma lo fa con un candidato sindaco in pectore, Roberto Cenni, primo cittadino in carica, sull'orlo di fare un passo indietro. Se il centrosinistra piange, il centrodestra certo non ride.

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Da sinistra Mazzoni, Giugni, Matteoli, Bernocchi, Parisi e Cenni

La convention dei berlusconiani di ferro, si consuma in una mattina, oggi, 30 novembre, all'hotel Palace: poco più di un centinaio di persone - quasi tutti amministratori pubblici toscani, presenti in massa gli assessori della giunta Cenni - che si scaldano con difficoltà: quando parla Altero Matteoli, l’ospite d’onore: “Siamo qui per dire che siamo una realtà anche dopo l’abbandono del presidente del gruppo in Regione Alberto Magnolfi”; quando entra in sala, poco prima della chiusura - 12,40 - Roberto Cenni. Che prende il microfono e una botta di vivacità la regala: "Santini - dice verso il nuovo capogruppo forzista in consiglio regionale - il lavoro te lo do di già: l'aeroporto nuovo a Firenze non s'ha da fare".

Ma è a margine della convention che il sindaco di Prato esprime tutti i dubbi su un bis che invece gli viene richiesto a gran voce: "Molti danno per scontata la mia scesa in campo - dice Cenni - ma non è così. Non sto facendo melina, se avessi deciso non avrei problemi a dirlo e invece devo ancora da riflettere bene e vedere come vanno le cose. Perché non sono convinto che l'azione del sindaco sia utile alla città se poi chi lo sostiene cambia bandiera. Prato ha rischiato di restare senza bilancio e io non me lo dimentico".

Tradimenti, cambiamenti di casacche, voltafaccia: insomma una classe politica - secondo Cenni - inaffidabile. "Tutto si può fare - afferma - ma non tradire il mandato ricevuto dai cittadini". E a Riccardo Mazzoni, senatore e coordinatore provinciale Fi che quasi scherzando in un orecchio gli sussurra: "Almeno dimmi se già da ora dobbiamo cercare il tuo sostituto", Cenni risponde: "Di promesse di piena autonomia me ne sono state fatte tante, anche troppe, nel 2009. Ma promettere per la politica è facile mantenere ciò che si è detto meno".

E dire che la prima convention pratese degli azzurri toscani - titolo: Si ricomincia dai territori, sul palco oltre a Matteoli, Mazzoni, Santini e Parisi, Filippo Bernocchi, assessore della giunta Cenni - è tutta giocata sul ruolo cardine di Prato nelle prossime amministrative. "Che è l'unico, grande, capoluogo italiano - sottolinea Mazzoni - governato dal centrodestra e per questo il risultato che si otterrà alle elezioni avrà una valenza nazionale come e più del 2009". Il coordinatore azzurro promette piena sostegno alla candidatura bis di Cenni "appoggio senza derive" e conta anche sul contributo dei "cugini scissionisti" che a Prato, tra consiglio comunale e provinciale, si contano sulla dita di una mano e avanza anche qualcosa. "Certo che se il Nuovo centro destra di Prato alla fine facesse mancare l'appoggio al secondo mandato di Cenni - conclude Mazzoni - sono convinto sarebbe difficilmente comprensibile anche dalla nostra gente".

Il convitato di pietra al Palace c'è: è Alberto Magnolfi ex presidente del gruppo Pdl in Regione, passato armi e bagaglio nella fila degli alfaniani e con la benedizione di Fabrizio Cicchitto. L'appoggio a Cenni - secondo i forzisti riuniti al Palace - non è scontato. "Soprattutto - afferma Mazzoni - quando parla di primarie in caso di mancata ricandidatura del sindaco uscente". Insomma si temono fronde e sgambetti.

E se gli assessori sono entrati compatti, nonostante le perplessità iniziali, in Forza Italia dopo una riunione accesa la sera prima della convention, è Giorgio Silli con delega all'Immigrazione a dare voce ai dubbi della fedeltà dei “cugini”: "Mi stupisce - afferma - che il Nuovo centrodestra di Prato non abbia ancora detto con chiarezza da che parte sta. Evidentemente hanno molti dubbi. Una cosa però è sicura - conclude - solo uniti si potrà vincere e non credo proprio che la neonata formazione voglia passare alla storia come quella ha affossato, dopo 63 anni di potere della sinistra, il primo governo cittadino del centrodestra".

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