Ucciso per una partita di poker del 2002: condannato il killer
Prato, sedici anni al cinese cinquantenne che nel luglio del 2012 massacrò un connazionale. La vittima aveva perso 10.000 euro ed era convinto di essere stato fregato dal suo assassino
PRATO. Uccise un connazionale a causa di una partita di poker di dieci anni prima. Per questo il cinese Huang Languang, 50 anni, è stato condannato a sedici anni di reclusione per omicidio volontario, al termine di un processo con rito abbreviato. La vittima, Tang Wenchu, fu uccisa a coltellate il 30 luglio 2012 nel piazzale davanti all’ex Lanificio Fedora, in via Albano Laziale.
Fin da subito i sospetti si appuntarono su Huang Languang, che nei giorni precedenti all’omicidio aveva litigato con Tang Wenchu, ma che secondo il suo avvocato difensore, Manuele Ciappi, aveva motivi di acredine con Tang fin dal 2002. Al termine di una partita di poker Tang aveva perso 10.000 euro e accusava Huang di essere stato il baro che aveva portato Tang al tavolo come il pollo da spennare. Per questo chiedeva la restituzione dei 10.000 euro, che l’altro non aveva alcuna intenzione di restituire. L’ultima pressante richiesta di denaro avrebbe scatenato la furia omicida di Huang. L’omicida fu arrestato pochi giorni dopo l’aggressione dalla squadra mobile a Sanremo, dove aspettava un parente che gli avrebbe portato i soldi necessari per la fuga.
L’avvocato di parte civile, Giuseppe Nicolosi, aveva chiesto che fosse riconosciuta le premeditazione, ma il giudice dell’udienza preliminare Luca D’Addario non ha ritenuto che ci fossero gli elementi e ha condannato Huang a 16 anni come chiedeva il pubblico ministero Eligio Paolini.
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