Il Tirreno

Prato

Tre casi irrisolti dalla fine degli anni Novanta

di Pasquale Petrella
Tre casi irrisolti dalla fine degli anni Novanta

I resti di un uomo trovati in Calvana, un mucchio di ossa e pochi vestiti più un braccialetto col nome Maria trovati sottoun traliccio dell’Enel a Filettole e una donna trovata impiccata nel 2007 in via dei Cappuccini, non hanno ancora un nome

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PRATO. Ci sono almeno tre casi ancora irrisolti di persone decedute e alle quali non è stato possibile dare un nome. Quello molto simile al caso di Iolo risale al 4 ottobre del 2002 quando un mucchio di ossa fu trovato ai piedi di un traliccio in un campo di ulivi a Filettole. Erano le ossa di una donna, probabilmente dell’Est e di nome Maria come era riportato su un braccialetto d’oro rinvenuto accanto alle ossa. Di Maria, gli investigatori trovarono un mucchio di ossa, un paio di jeans, una t-shirt e un paio di scarpe da ginnastica. Elementi troppo vaghi, legati ad un’età che avrebbe potuto aggirarsi sui 20-30 anni, per poterle dare una vera identità visto che non c’erano denunce di scomparsa nella zona e che la morte avrebbe potuto risalire a diversi mesi prima.

Un altro caso irrisolto è quello dello scheletro, questa volta di un uomo, rinvenuto sulla Calvana, alla fine degli anni Novanta. Anche in quel caso fu possibile dare solo una possibile età: 30-40 anni, nulla di più perchè oltre alle ossa non fu trovato neppure un lembo di vestito. Gli animali e le condizioni ambientali avevano distrutto e disperso tutto.

Infine, un caso più recente è quello dell’11 novembre del 2007 quando una donna di mezza età fu trovata impiccata ad un ulivo sulla salita dei Cappuccini. Gli investigatori si dissero sicuri di poter dire che si trattava di una donna sulla cinquantina d'anni, quasi sicuramente del Nord Europa, probabilmente svedese o danese. L'aspetto era molto curato. Prima di uccidersi aveva riposato al caldo (non si trattava insomma di una senzatetto). Con sè aveva un cappotto, riposto piegato ai piedi dell'olivo dove si era impiccata, ed una borsetta contenente alcuni effetti personali ma nessun documento. Anche l'esame delle impronte digitali non fornì indicazioni utili. Gli elementi sui quali i carabinieri lavorarono furono alcune monete danesi, alcuni depliant turistici del nord Europa, una richiesta di abbonamento ad una rivista. In considerazione della probabile nazionalità estera fu chiesta la collaborazione dell'Interpol. Ma, ad oggi, è ancora senza un nome.

Fu risolto dopo poco tempo invece il giallo della donna trovata morta il 26 giugno del 2010 lungo l’argine dell’Ombrone a Poggio a Caiano. Il 3 giugno dello stesso anno, la sua famiglia polacca aveva presentato denuncia di scomparsa e così si scoprì che si trattava di Marzena Halina Gwara, che fra Poggio a Caiano e Quarrata svolgeva l’attività di badante.

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