Il dolore
Sportello di servizio a Chinatown
Consulenza medica e legale al circolo Arci di via Filzi, l’inaugurazione sabato
PRATO. Se l’immigrato cinese non va allo sportello, lo sportello va dall’immigrato cinese. Stavolta l'accoglienza agli stranieri, insita nel Dna dell’Arci, mette radici nel luogo dove ce n’è più bisogno. Ovvero, nel cuore del Macrolotto Zero, dove è insediata la popolosa comunità orientale. E’ al circolo Arci Curiel di via Filzi che sabato prossimo (a partire dalle 16.30) s’inaugurerà lo sportello di orientamento medico-legale per migranti, promosso dall’Arci di Prato. Sarà aperto tutti i mercoledì dalle 15 alle 18 e vedrà la presenza di un mediatore cinese che coadiuverà Simone Faggi, esperto dei temi d’immigrazione e prossimo responsabile legale dello sportello, nell’attività di informazione e accoglienza, mentre l'orientamento medico sarà assicurato dal dottor Li, attivo anche presso l’ospedale di Prato. «Ho potuto sperimentare di persona come, in qualche caso, la mancanza d’integrazione dei cinesi sia dovuta alla cattiva informazione - sottolinea il presidente del Curiel Marco Lai - A maggior ragione, vista la sua posizione strategica, il nostro circolo deve puntare a costruire ponti e relazioni tra le persone che hanno storie e provenienza culturale diversa. Questo è il risultato di un percorso iniziato qualche anno fa e che si nutre della collaborazione con “Assemblea Libertà è Partecipazione” grazie all’esperienza dei corsi di lingua italiana per migranti. Quello con i giovani di Alp è senz’altro un legame che ci ha arricchito. Non sarebbe male se un giorno i giovani cinesi potessero fare volontariato nel nostro circolo: sulla seconda e sulla terza generazione mi sento di scommettere molto».
Numeri alla mano, su 400 soci del Curiel, 5 iscritti sono ragazzi cinesi. Si contano sul palmo della mano ma fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile averne anche solo uno. Poi ci sono gli avventori orientali del bar: cappuccino e pizze da asporto sono sapori sempre più graditi al loro palato. Insomma, il Curiel ha tutte le carte in regola per divenire un piccolo laboratorio d’integrazione sul territorio. Sarà alla alla presenza del presidente Arci Andra Barni, di Simone Ferretti (responsabile immigrazione Arci Toscana), del medico Paolo Dirindelli (Medu, medici per i diritti umani) e di Simone Faggi, responsabile legale dello sportello, che si terrà l’inaugurazione di sabato, aperta a tutta la cittadinanza.
Maria Lardara
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