Sicurezza
Una paglietta e una rosa rossa per l'ultimo saluto al professor Moretti
Alla chiesa di San Pier Forelli celebrati i funerali dell'insegnante dell'istituto Buzzi. Presenti tantissimi suoi allievi. Il ricordo del figlio Giuseppe
PRATO. Campane a festa, fiori bianchi, una bara spartana con sopra la Paglietta e l'inconfondibile rosa rossa, il funerale del professor Mario Moretti è stato semplice e partecipato all' insegna della speranza. La chiesa di San Pier Forelli colma di amici, parenti, studenti, le pagliette di tante generazioni, che hanno portato la bara a spalla fuori dalla chiesa, presenti anche il presidente dell' Unione Industriali Andrea Cavicchi, quello di Pratotrade Sandro Ciardi, l'assessore Giorgio Silli e il sindaco di Montale Scatragli.
«Mario è sempre stato con i giovani – ha ricordato don Simone Vannucchi- attraverso l'insegnamento che nella Bibbia significa saggezza. Ha insegnato tessitura, ma soprattutto ha capito l'arte del vivere che è un intreccio fra ordito e trama. E' da lì che nasce il vestito che ci permette di affrontare la vita». Toccante anche il ricordo del figlio Giuseppe:«Fino a qualche ora fa – ha detto con voce commossa – ero arrabbiato con il Signore del Palazzo perché l'ha richiamato troppo presto, poi ho capito che dovevo ringraziarlo perché comunque ce l'ha dato, per poco tempo, ma sufficiente per avere imparato tanto. Spero che tutti voi possiate ricordarlo come era, allegro e disponibile. Aveva una parola sempre per tutti, non si è mai scordato di nessuno dei suoi allievi”. Le offerte durante la messa sono state raccolte per i bisogni della parrocchia a cui Mario era legato: «A Natale – ha ricordato don Simone – insieme alla moglie veniva a fare il presepe, lui che era un professore con molta umiltà sistemava le statuine. E' stato anche un uomo capace di accettare la sofferenza, l'arte del vivere è sapere adattarsi a quello che la vita ci propone».
Prima della benedizione della bara il ricordo anche dei colleghi del Polimoda dove per tanti anni Moretti ha insegnato. «Eri sempre puntuale e preciso, sei stato la colonna portante del nostro istituto, ora la tua eredità l'ha raccolta Giuseppe”. Sul sagrato della chiesa anche tanti ex allievi che hanno voluto salutare per l'ultima volta il loro professore. “Prima di essere insegnante – ha ricordato Francesca Lombardi diplomata nel 1990 – è stato un grande uomo, era stimato da tutti, colleghi e alunni, anche da quelli che avevano più difficoltà a scuola». La salma è stato tumulata nel cimitero della Misericordia.
Alessandra Agrati
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