Sicurezza
Matteo Biffoni: «Non sono in pista per le amministrative 2014 a Prato»
Il deputato Pd fa chiarezza sulla sua candidatura a sindaco ma parla anche di primarie possibili
PRATO. «Non sono in pista, sto facendo altro e vorrei continuarlo a fare». Matteo Biffoni, deputato Pd, renziano di ferro, ha un “tallone d’Achille”: quello di essere, a livello politico, l’uomo forte di questa fase. Almeno a Prato. Ed è per questo che il parlamentare almeno tre volte la settimana viene indicato come il candidato sindaco in pectore. Da tutti: giornali, agenzia di stampa e l’altro giorno anche il segretario regionale del Partito Democratico Ivan Ferrucci.
Dunque, Biffoni, faccia lei un po di chiarezza: è o non è il candidato democratico del Pd per le amministrative 2014?
«Non sono io. Davvero. Credo ci sia stato un fraintendimento, spero nato perché mi si apprezza, alla fine dell’intervento di Matteo Renzi, l’altro giorno, alla Camera di Commercio a Prato». Poche battute, bastate a sollevare il polverone: il neo eletto segretario provinciale Pd Gabriele Bosi si rivolge al futuro segretario nazionale - lui davvero in pectore - Matteo Renzi e afferma: «Con Biffoni le amministrative le vinceremmo». Risposta di Renzi: «Gli volete proprio male...» Ecco, questo è quanto.
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Biffoni, evidentemente basta il nome è scatta l’endorsement.
«Apparte gli scherzi io non sono assolutamente in pista. Sto facendo altro, in Parlamento, un attività che mi prende molto e mi dà grande soddisfazioni e vorrei continuare a farlo. Inoltre non credo proprio che Renzi sia il tipo, ancora prima di avere il ruolo di segretario nazionale del partito, di salire su un palco e decidere chi sarà il candidato in un tornata importante come quella delle amministrative della nostra o di un’altra area».
Non crede che il Pd di Prato, in questa partita, sia già in ritardo?
«No, non credo. Ancora mancano le regole, non si sa se si faranno o meno le primarie e come saranno. In più il territorio deve avviare un confronto allargato per arrivare alla scelta di uno o più candidati su una base condivisa. E’ un buon momento per il Pd, anche per quello di Prato. La discussione è ricominciata, i temi sono sul tavolo e il nuovo segretario sta facendo un lavoro silenzioso ma importante: sta incontrando la città, i suoi rappresentanti, le associazioni di categoria, le forze economiche. Un attività fondamentale per comprendere i problemi e per svilupparli».
Il Pd pare abbia intenzione di imboccare una strada stretta: cercare il candidato unico per il 2014. Lei che ne dice?
«Ripeto, è troppo presto. La discussione sul candidato del Pd non è ancora cominciata. Non se ne parla. Ora siamo impegnati a terminare il percorso congressuale poi inizierà un’altra fase. Però se i candidati saranno più di uno non credo sarà un problema,».
Lei è del partito delle primarie?
«Le primarie restano uno strumento straordinario. Qualche volta non le abbiamo usate bene, abbiamo fatto qualche pasticcio ma sono e restano nel dna del Partito democratico. Sono convinto che se si andrà alla primarie a Prato il confronto sarà civile. Potranno esistere posizioni contrastanti poi una volta decretata la vittoria si lavorerà insieme».
A proposito, il nuovo segretario Pd a Prato c’è ma manca ancora la segreteria. Lei ne sa nulla?
«Bosi sta lavorando e presto si arriverà anche a questo traguardo».
Cristina Orsini
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