Attenzione
Spuntano altre due coincidenze
Tirò una molotov contro la chiesa: sparita. A Grosseto un precedente sospetto
PRATO. E’ un’indagine piena di coincidenze e pochi indizi quella che i carabinieri stanno conducendo nel tentativo di risalire al vandalo che ha gravemente danneggiato i due crocifissi nelle chiese di San Pier Forelli e San Bartolomeo. Alle tre coincidenze segnalate lunedì dalla stessa Diocesi (domenica la chiusura dell’Anno della fede, lunedì l’anniversario dell’insediamento del vescovo Agostinelli, oggi la festa di San Leonardo da Porto Maurizio, il predicatore che usava uno dei due crocifissi danneggiati) ieri se ne sono aggiunte altre due.
La prima: si è appreso che domenica sera è evasa dagli arresti domiciliari Barbara Armani Dini, l’infermiera di 52 anni in pensione accusata di aver lanciato lo scorso 14 novembre una bottiglia incendiaria all’ingresso della chiesa di San Donato a Lucca. La donna era stata messa ai domiciliari nella sua casa di Buti, in provincia di Pisa, ma domenica è sparita ed è ricomparsa solo ieri pomeriggio. I carabinieri di Prato sono stati avvertiti della singolare coincidenza, ma la donna, già denunciata a ottobre per omissione di soccorso a Prato dopo un incidente, non avrebbe lasciato tracce in città e dunque potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza. La seconda coincidenza arriva da Grosseto, dove nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2006 accadde un fatto molto simile a quello accaduto a Prato. Un gruppo di ragazzi staccò le braccia di un crocifisso e due di loro furono poi condannati per l’atto sacrilego. In quegli anni monsignor Franco Agostinelli era vescovo proprio a Grosseto.
Ma la novità più significativa, come spieghiamo nell’articolo di apertura, è il particolare rivelato da don Marco Natali, e cioè che già due settimane fa qualcuno aveva staccato il crocifisso di San Bartolomeo dal perno che lo sostiene. Questa più che una coincidenza sembra la prova che i danneggiamenti di lunedì molto probabilmente sono stati meditati e preparati. Non un raptus improvviso, dunque, ma il gesto di una persona che probabilmente è animata dall’odio verso precisi simboli religiosi per motivi che ancora nessuno conosce. (p.n.)
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