Il Tirreno

Prato

TANGENZIALE, il contenzioso col comune

Prato, Pentacar: «Senza il terreno impossibile lavorare»

di Carlandrea Poli
Prato, Pentacar: «Senza il terreno impossibile lavorare»

 Ancora irrisolta la controversia tra il Comune e la concessionaria di autocarri per la cessione di una porzione di terreno utile alla realizzazione del tratto di tangenziale col sottopassaggio a 4 corsie

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PRATO. L'accordo con il Comune per la cessione di una porzione di terreno utile alla realizzazione del tratto di tangenziale col sottopassaggio a 4 corsie? «Noi siamo disponibili a firmarlo anche domani mattina, purché ci diano in permuta il terreno antistante per consentirci di continuare a lavorare».

È la parola di Daniele Baldini, titolare di Pentacar il concessionario di autocarri insediato nel punto, urbanisticamente diventato strategico per la viabilità del nuovo ospedale, fra via San Paolo e viale Nam-Dinh. Non si riconosce nella ricostruzione offerta alla commissione urbanistica dal dirigente, Lorenzo Frasconi sull'indisponibilità a trattare. E per far capire i termini della questione sfoggia un papello di due paginette risalente al 20.9.2011 scritto e firmato di suo pugno dal responsabile delle grandi opere del Comune di Prato. I patti sembrano cristallini: in 5 punti si attesta che nel lotto di proprietà Barna srl – della quale Pentacar è affittuaria – l'amministrazione si impegna ad acquistare in denaro 100 mq di terreno e altri 200 mq attraverso una permuta col campo che si trova dall'altra parte della strada . Con l'ulteriore vincolo per l'ente di accollarsi le spese per la recinzione (visto che i due terreni in questione sono solcati dalla strada a scorrimento veloce) e per gli impianti elettrici. Sembrava cosa fatta, da sigillare con una delibera dopo la stretta mano. Invece, nell'aprile 2012 in un paio di incontri nell'assessorato ai lavori pubblici, in piazza Mercatale, il patto va in frantumi. A rimescolare le carte sarebbe proprio Frasconi, che ipotizza – in sostituzione della permuta – lo scambio fra quei 300 mq (324 per la precisione) e il comodato gratuito per venti anni dell'appezzamento di fronte.

«Uno scambio che non è alla pari» chiosa Paolo Gentili, legale di Pentacar. Seguono altri 4 incontri, un carteggio fitto fra l'avvocato, l'alto funzionario Frasconi e l'ingegner Bardazzi dell'ufficio dei lavori pubblici. In questo frangente è Baldini a mettere sul tavolo un'offerta: il subentro nel contratto di compravendita del terreno di proprietà Martelli che deve passare nelle mani del Comune. Il tentativo naufraga. La contro-proposta è l'acquisto puro e semplice della striscia di suolo Pentacar per 84 mila euro, senza niente in concambio. Altra pensata del Comune irricevibile per la società: «Stiamo parlando – ricorda Baldini – non di un pezzo di terra agricola, ma di un luogo che ci serve per lavorare. Quei metri sono indispensabili per poter accogliere e fare manovra con gli auto-articolati». Da allora i contatti si sono interrotti, malgrado i tentativi di avere udienza in assessorato. «Possiamo cedere il terreno anche in 24 ore con un'intesa» ribadisce il capo di Pentacar, ovvero o la permuta o il subentro nel contratto d'acquisto del terreno sostitutivo. Tuttavia, l'amministrazione comunale potrebbe decidere di andare avanti con l'esproprio.

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