Il Tirreno

Prato

«Il vandalo ci aveva già provato»

di Azelio Biagioni
«Il vandalo ci aveva già provato»

La rivelazione di don Marco Natali durante il sopralluogo del vescovo Agostinelli nelle due chiese

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PRATO. Per il vescovo Franco Agostinelli i danni riportati dai crocifissi delle chiese di S. Pier Forelli e S. Bartolomeo sono opera di uno squilibrato. Il presule si è voluto recare di persona sul posto per vedere i danneggiamenti che le due opere hanno riportato. E dalla visita che il pastore della Chiesa locale ha fatto sono emersi particolari nuovi in merito a questa vicenda, che vede due opere seriamente danneggiate e uno (o più colpevoli) ancora in giro. Don Marco Natali è il parroco della chiesa di S. Bartolomeo in piazza Mercatale. C'è un dato significativo che il sacerdote racconta. «Circa due settimana fa – spiega il religioso - il Crocifisso che oggi vediamo in queste condizioni lo abbiamo trovato fuori dal perno nella parte dei piedi, anche se subito la statua venne rimessa a posto. E adesso ecco cosa è capitato. A mio avviso la cosa è stata pensata e la mano del vandalismo non corrisponde alla testa. C'è troppa violenza da parte di chi si è accanito contro i due crocifissi, non si tratta quindi solo di uno sfregio. Chi ha compiuto il gesto è salito sull'inginocchiatoio e ha staccato la croce dal perno in basso (come due settimane fa, ndr) per poi farla ondeggiare da una parte e dell'altra fino a staccargli gli arti. Non contento ha colpito la statua con una martellata all'altezza della pancia. Personalmente lascerei il Cristo così come si trova, con le braccia staccate, collocherei a protezione un vetro e la scritta “Ecco l'uomo”».

Una statua lignea, quella colpita dalla furia del vandalo, risalente al 1300 particolarmente venerata anche dalle nigeriane che un tempo, prima delle cinesi, si vendevano per strada. “Venivano qui a pregare questo Crocifisso – racconta don Natali – e poi andavano dove c'è la statua della Madonna e accendevano una candela. Si mettevano di lato a Gesù quasi a guardarlo negli occhi per fargli capire il perché di quello che facevano per dover vivere». Monsignor Agostinelli si sofferma davanti a quel Cristo le cui braccia sono staccate dal corpo, eppure sempre vivo. Prima di arrivare al Mercatale il vescovo ha visitato S. Pier Forelli (conosciuta come S. Pierino), dove il Cristo semidistrutto è stato portato in una stanza della canonica. In questa chiesa il balordo è salito sull'altare e ha letteralmente staccato l'immagine sacra dalla nicchia. Essendo di cartapesta e data la ferocia del vandalismo, la croce versa in pessime condizioni. La testa, come detto in un primo momento, non è stata portata viva ma è stata rovinata quasi del tutto. «Visto lo stato in cui è ridotta – commenta il vescovo – credo sia difficile recuperare l'opera. Al di là delle supposizioni non credo si possa trattare di un gesto ideologico o religioso bensì di uno squilibrato, di un poveraccio». Ma dopo quanto accaduto si pone il problema della sicurezza delle chiese. «E' difficile prevenire – spiega il vescovo – non vogliamo fare delle chiese dei musei o dei luoghi chiusi a chiave e nemmeno possiamo mettere un piantone all'ingresso. Ci troviamo difronte a dei poveracci. In Italia ci sono stati altri vandalismi nelle chiese, non è il primo né sarà l'ultimo. Ma non mi sento di condannare».

Domenica nelle chiese in questione ci saranno preghiere per quanto accaduto, da decidere se ci sarà una visita riparatoria nei due luoghi sacri. «Il nostro problema – aggiunge monsignor Franco Agostinelli - è come tutelare questi ambienti. All'interno ci sono icone antiche dove tanti fedeli si sono soffermati e si si soffermano in preghiera». Il parroco don Simone Vannini si unisce alla preghiera del vescovo. «Perché quanto successo – dice il sacerdote – deve aprire una riflessione più ampia: per quanti sono affaticati, per quanti sono per strada e per i tanti, ad esempio, che dormivano al vecchio ospedale». L'opera, molto antica, era stata venerata ed utilizzata anche da San Leonardo da Porto Maurizio, che la Chiesa ricorda martedì 26 novembre, il giorno dopo il vandalismo. In merito alla chiusura di lunedì pomeriggio delle chiese la cosa non è stata detta da monsignor Agostinelli, si è trattato di una misura presa in un momento così delicato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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