Sicurezza
Prato, dura condanna per un commercialista
Due anni a Ernesto Gallego per appropriazione indebita, atti in Procura per il collega di studio
PRATO. Due anni di reclusione per appropriazione indebita: è la condanna inflitta ieri dal giudice monocratico Micaela Lunghi a un noto commercialista pratese, Ernesto Gallego. Una condanna ancora più pesante di quella chiesta dal pubblico ministero (un anno e tre mesi) e con un corollario abbastanza pesante. La sospensione condizionale della pena è subordinata al pagamento di un risarcimento provvisionale alle parti civili. E ora rischia di finire nei guai anche un teste della difesa, Massimo Miniati, collega di studio di Gallego, per il quale sono stati trasmessi gli atti alla Procura perché valuti se ha commesso il reato di falsa testimonianza.
A denunciare il commercialista sono stati due suoi clienti, Franco Guido T. e Gianluca P., assistiti dagli avvocati Enrico Guarducci e Lucia Mori, che sostengono di avergli consegnato rispettivamente 55.000 e 27.500 euro per l'acquisto di un immobile a Bibbiena, in provincia di Arezzo, un affare che poi non si è concretizzato. Quei soldi, però, aggiungono i due, non sono mai tornati indietro, nonostante numerose solleciti e richieste.
L'affare non era gestito direttamente da Gallego. Lui avrebbe fatto soltanto da tramite con un'altra persona, non a titolo di commercialista ma di semplice conoscente dei pratesi che erano disposti a investire. Metà dell'immobile sarebbe stato acquistato da una società con sede a Firenze, l'altra metà dai tre pratesi che hanno versato complessivamente 137.500 euro. Alla fine l'edificio è stato acquistato dai fiorentini. A quel punto, però, i tre pratesi avevano già versato quanto dovuto e ovviamente, è questa la loro tesi, si aspettavano la restituzione immediata di quanto sborsato. Invece, sempre secondo la loro versione, non è andata così ed è iniziato un lungo tira e molla col commercialista per tentare di recuperare il capitale. In mano alle tre parti lese sono rimaste le ricevute dei versamenti, ma i soldi non sarebbero finiti in tasca al commercialista, che si sarebbe limitato a versarli a una terza persona, quella che conduceva l'affare, mettendoci forse anche fondi propri. E' questa la versione di Gallego per spiegare come mai non aveva restituito i soldi.
Al termine del delicato processo il giudice monocratico ha accolto le tesi dell’accusa e ha condannato a due anni il commercialista, difeso da Luca Brachi, disponendo provvisionali di 50.000 e 27.500 euro a favore delle due parti civili.
Per contattare l'autore di questo articolo potete scrivere a p.nencioni@iltirreno.it
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