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Prato

Non ci sarà dibattito in consiglio su Karavan

Non ci sarà dibattito in consiglio su Karavan

PRATO. La maggioranza mette il silenziatore alla discussione sul monumento al vento di Karavan e il consiglio comunale si trasforma in una sarabanda. Con due picchi di alta tensione fra il presidente...

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PRATO. La maggioranza mette il silenziatore alla discussione sul monumento al vento di Karavan e il consiglio comunale si trasforma in una sarabanda. Con due picchi di alta tensione fra il presidente del consiglio comunale e il Pd (prima trincea di scontro) e la rissa sfiorata fra Giancarlo Auzzi (Misto filo-Cenni) e Gianluca Banchelli (Indipendenti per Prato, all'opposizione). Succede tutto nell'arco di dieci minuti, quando Riccardo Bini, del gruppo Misto, prende la parola e propone una mozione d'ordine per calendarizzare nella seduta odierna la discussione in aula sul monumento. Un blitz che sulla carta non ha i numeri per passare. E non solo perché la maggioranza conserva un voto in più delle minoranze. In effetti, fra i banchi del Pd in quel momento non è ancora arrivato Oliva, quindi lo scarto è di due voti. Cosa confermata dal procedimento elettronico: favorevoli alla discussione 18, contrari 20. Malgrado questo, la discussione si fa rovente. Andrea Amerini – spingendosi oltre le sue prerogative di presidente del consiglio, accusano i democratici – indica come votare: “La maggioranza dovrà votare contro, la minoranza a favore”. E, quando, dal capogruppo piddino Carlesi si leva un barrito per l'inelegante pressione sul centrodestra, Amerini ribadisce il concetto: «La maggioranza ha il diritto di schierarsi compattamente». Non basta. La votazione si protrae per alcuni minuti, giusto il tempo per permettere al tabellone luminoso di far apparire i voti contrari necessari a bocciare la mozione. Il risultato aritmetico infiamma la polemica fra due consiglieri di lunga tradizione destrorsa: Banchelli si rivolge in maniera sferzante verso Auzzi, reo di essersi adeguato alla maggioranza. A far sì che la polveriera non prenda fuoco provvedono in veste di pacificatori Berselli e Innaco. Sul tappeto resta il risultato politico del voto: sul Monumento non ci sarà alcuna discussione. (c.p.)

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