Il Tirreno

Prato

Cgil, contributi per duemila. Che forse non lo sanno

di Maria Lardara

Contributi da 700 euro per bonus bebé, famiglie numerose o con figli disabili. I requisiti per averlo. L’opzione microcredito

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PRATO. Si scrive contributo, si legge manna dal cielo per tante famiglie in difficoltà: di questi tempi, 700 euro fanno sicuramente comodo. Bonus bebé, bonus per i nuclei numerosi e per quelli con figli disabili: il sussidio suddiviso in tre tipologie, figlio della legge 45 della Regione tradotta in delibera il 9 settembre scorso, interessa circa 2.000 famiglie residenti in provincia di Prato dichiaranti un Isee non superiore a 24mila euro. La data da segnare sul calendario è quella 31 gennaio 2014, per chiedere i contributi relativi all’anno in corso.

Da 15 giorni la Cgil pratese ha attivato il servizio (gratuito) di trasmissione on line delle domande ai Comuni (eccetto Vernio, Cantagallo e Carmignano per i quali vale solo il modello cartaceo), uno dei primi casi a Prato e in Toscana. Se su Prato e provincia si conteggiano finora 190 richieste, 70 sono state compilate on line dalla Cgil di cui 30 già accolte. Di che cosa si tratta, esattamente? Le tipologie di contributo sono tre, cumulabili tra loro. Sia per il bonus bebè (nuovi nati a partire dal 1 gennaio 2013, adottati on in affido), che quello relativo a famiglie numerose con almeno 4 figli a carico o famiglie con figlio portatore di disabilità grave, il contributo è di 700 euro una tantum, erogato a partire da febbraio 2014. Conditio sine qua non è che la soglia di Isee riferita al nucleo familiare non superi di 24mila euro, oltre alla residenza in Toscana almeno dal 1 gennaio 2012. Tra gli altri requisiti, il possesso della cittadinanza italiana o dell’Ue, oppure cittadini stranieri con carta di soggiorno o status di profugo/rifugiato.

«Estrapolando dal nostro Caaf i nominativi di coloro che hanno i requisiti e hanno fatto qui la dichiarazione Isee, risulta che 400 persone abbiano diritto alle tre tipologie di contributi – fanno sapere Lorenzo Pancini e Giancarlo Targioni della segreteria Cgil -. Li stiamo contattando uno a uno, per comunicare loro l'opportunità legata al progetto “Toscana solidale”. Soldi stanziati di cui magari tanti cittadini sono ignari». Il sindacato, in questo caso, si pone come “facilitatore” che accelera i tempi nel momento in cui la domanda viene trasmessa on line ai Comuni.

«La velocità è importante e l’applicazione web lo consente – aggiunge il sindacalista Giovanni Piras -. Inoltre con la piattaforma on line possiamo monitorare lo stato della domanda, se è stata accettata o respinta. E’ bene precisare che l’istruttoria è di competenza del Comune di appartenenza». Quanto al contributo, esiste la copertura finanziaria della Regione per erogarlo nel triennio (fino al 2015) ma il rinnovo non è automatico e la domanda va presentata ogni anno perché, nel frattempo, potrebbe essere mutato il quadro Isee familiare. In Toscana, finora, sono state presentate 5.000 domande, quasi 200 solo a Prato.

Un’altra partita è quella del piccolo prestito, sempre prevista dalla legge regionale 45, fino a 3mila euro da restituire alla banca convenzionata attraverso Fidi Toscana (Monte dei Paschi, Banca Intesa e Bpv). Una forma di “microcredito” per i dipendenti che hanno un rapporto di lavoro in corso ma che almeno da due mesi non ricevono stipendio o ammortizzatori sociali. Per questa agevolazione non sono previste scadenze né si tiene conto dell’Isee: inoltre la compilazione della domanda è solo cartacea.

«Ma c’è una condizione stringente, ovvero appartenere a un nucleo familiare monoreddito oppure a un nucleo in cui due percettori di reddito non riscuotono né stipendio né ammortizzatori sociali da almeno due mesi» puntualizza Pancini. Trattandosi di un prestito da 3.000 euro da restituire in 36 mesi di cui i primi 12 di preammortamento (dal dodicesimo mese il lavoratore inizia a restituire gli interessi e le rate del capitale), con l’insidia del recupero coattivo e del pignoramento in caso di mancato pagamento, la Cgil invita alla cautela: «Si tratta comunque di un prestito che va restituito. A questo strumento – ricordano Piras e Targioni - deve ricorrere chi ha un imprevisto, non chi ha bisogno di recuperare le mensilità dell’azienda o la cassa integrazione. Altrimenti si può ricorrere ricorrere all’anticipazione salariale erogata sempre da Fidi Toscana ma quello è un canale diverso». Per la compilazione cartacea il lavoratore può recarsi ogni lunedì dalle 15 alle 18 presso la Camera del lavoro dove è stato allestito uno specifico sportello.

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