Il Tirreno

Prato

227 casi di violenza sulle donne a Prato, una giornata per non dimenticare

227 casi di violenza sulle donne a Prato, una giornata per non dimenticare

I ragazzi del Buzzi, del Livi e del Dagomari hanno partecipato agli incontri con i rappresentanti del Centro La Nara. La mattinata al Metastasio

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. I dati del Codice rosa a Prato (in basso il documento con tutte le statistiche) fanno riflettere su quanto estesa sia la piaga della violenza sulle donne. Sono 227, infatti,  i casi seguiti dal servizio di codice rosa di Prato in nove mesi e 21 di questi riguardano dei minori. Non tutti i casi hanno poi portato alla denuncia, ma cresce la voglia dei maltrattati, non solo donne ma anche minori e anziani, di uscire da un tunnel buio e pericoloso.

Nel corso del 2012, il servizio presso l'ospedale è iniziato a gennaio, gli accessi sono stati 337 prevalentemente italiane che hanno subito violenza fisica da parte del marito. Dei casi registrati a Prato, 256 riguardano il capoluogo, 17 Montemurlo, 8 Carmignano, 7 Poggio a Caiano, 6 Vernio, 4 ciascuno Cantagallo e Vaiano. le vittime sono in gran parte (218) italiane, 25 ciascuno sono di nazionalità cinese e nigeriana, 16 rumena.

La forza del codice rosa è il lavoro di equipe che parte proprio dal pronto soccorso di Prato, dove le donne si recano per farsi medicare. Da lì parte la segnalazione, segue l'attivazione di un percorso che mette la donna o i minori in sicurezza. «Per rendere il lavoro ancora più efficiente – ha spiegato Simona Carli, direttrice sanitaria dell'Asl 4 - abbiamo potenziato la rete informatica, il personale non si può ricordare se una donna si presenta più volte nel corso dell' anno con cadute sospette, il computer lo può fare».

2 BUONA

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne si sono svolte a Prato numerose manifestazioni che hanno coinvolto in modo particolare gli studenti.

«La vergogna della violenza sulle donne sta nei numeri, nelle tante vittime, nelle tantissime richieste di aiuto, ma non è certo un problema da donne, piuttosto è principalmente un problema da uomini. Per questo ho voluto essere qui stamani. Perché il Buzzi è una scuola a maggioranza maschile».

Così ha esordito la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi parlando all'assemblea degli studenti del Buzzi, rappresentanti di classe di tutto l'istituto e alcune classi. Con il preside Erminio Serniotti e le operatrici del Centro La Nara gli studenti hanno parlato per un paio d'ore, dopo aver visto un video (in parte realizzato l'anno scorso da altri studenti, quelli del Datini) e infine hanno chiesto di affrontare l'argomento con una assemblea dell'intero istituto, proprio per dare forza maggiore alla riflessione su questi temi.

1

Al Liceo Livi, con i ragazzi (anche qui rappresentanti e un paio di classi) si sono confrontate la presidente della Commissione Pari opportunità Gilda Fronzoni e la presidente del Centro La Nara di Prato Loredana Dragoni. La stessa Fronzoni ha incontrato anche gli studenti del Dagomari, questa volta insieme all'assessore alle Politiche sociali della Provincia Loredana Ferrara e alla preside Maria Josè Manfré.

Molte le domande degli studenti presenti a tutti gli incontri, motivate soprattutto dal desiderio di capire meglio il fenomeno e tentare di combatterlo. Il centro La Nara in tutti gli incontri ha colto l'occasione per presentare o ricordare ai ragazzi la pagina facebook Percorsi di libertà, pensata proprio per funzionare da spazio di comunicazione, anche anonimo, a cui rivolgersi per ogni situazione di disagio e difficoltà.

1

Contemporaneamente, al teatro Metastasio, è andato in scena lo spettacolo "Ricordo di un dolore", rivolto agli studenti e alle studentesse delle scuole medie inferiori.

Organizzato dagli assessorati alle Pari opportunità e alla cultura del Comune, in collaborazione con la compagnia teatrale La nuova Colonia Altroteatro ha visto la partecipazione di una platea di circa 350 ragazzi provenienti da diversi istituti pratesi: Don Bosco, Lippi, Primo Levi, Tintori, Fermi, Mazzei e Pier Cironi.

Presente l'assessore alle Pari Opportunità del Comune Rita Pieri, che si è detta soddisfatta dell'iniziativa: «E' uno spettacolo dall'impatto forte, che racconta fatti vissuti. Ma era doveroso coinvolgere anche i ragazzi su quella che sta diventando una tragedia sempre più trasversale, sulla quale non si può chiudere gli occhi - ha commentato. - E' importante che le istituzioni siano presenti, al fianco degli insegnanti, per formare i nostri ragazzi affinché siano veri uomini di domani. Sono sicura che questa rappresentazione abbia mosso qualcosa dentro di loro e che torneranno a scuola con degli interrogativi».

Lo spettacolo, con la regia di Antonello Nave, è stato introdotto dall'intervento di Loredana Dragoni del centro antiviolenza La Nara e dalla lettura di un brano della scrittrice Catharine Mackinnon da parte dell'assessore Pieri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa