Primarie del Pd, si punta a un’affluenza di 14.000 elettori
E’ questo l’obbiettivo dei democratici in vista dell’appuntamento dell’8 settembre, mentre i sostenitori di Matteo Renzi sperano nel 65%
PRATO. Ripartire da 14.000 elettori a Prato. È questo il target da centrare in termini di affluenza al voto per trasformare le primarie del'8 dicembre in una festa del Partito democratico e non nel primo step della delegittimazione del segretario appena investito. Proiettando il dato su base nazionale questo implica confrontarsi con il precedente della consultazione dell'ottobre del 2009, quando a sfidarsi furono Bersani, Franceschini e Marino. Oggi, il trittico è cambiato, ma per Civati, Cuperlo e Renzi i numeri di 4 anni fa restano il parametro per valutare il successo o meno del coinvolgimento degli italiani. E se su scala globale la partecipazione fu di 3 milioni, a livello pratese si superarono i 14.000 votanti spalmati fra il capoluogo e i comuni minori della provincia.
Un metro di misura, che ad oggi resta valido per un paragone. Questa consapevolezza è radicata, specialmente, fra i rottamatori che si pongono due obiettivi: far toccare al loro leader il 65-70%, in linea col dato nazionale, pronosticato dai più recenti sondaggi demoscopici, e garantire un forte consenso raccolto in primis sul Pd: «Sarebbe buono arrivare all'obiettivo di 10.000 votanti, magari qualcosa in più – si avventura il referente di Adesso Prato, Filippo De Rienzo – Chiaramente, il successo di chi vincerà sarà associato al livello di affluenza. Immagino che tutti e tre i candidati cominceranno una campagna affinché i cittadini votino chi preferiscono, ma – cosa più importante – votino. Una bassa partecipazione sarebbe un danno, in primo luogo, per il partito».
La macchina organizzativa dei democratici sta già macinando elenchi dei seggi (in preparazione) e volontari. I 42 segretari di circolo e centinaia di militanti garantiranno nel giorno dell'Immacolata il corretto svolgimento delle operazioni e lo spoglio. Per votare saranno messe a disposizione le sedi dei circoli e forse qualcosa in più nella Valdibisenzio e nei comuni Medicei. Con una capillarità, che resta unica nel mondo dei partiti e dei movimenti politici. Un fatto che non sottace Ivano Menchetti, coordinatore locale della mozione per Cuperlo: «Saremmo comunque soddisfatti, perché altre forze non sono in grado di fare altrettanto. Il MoVimento 5 Stelle con le sue comunarie ha richiamato appena 150 persone, il corrispettivo di due nostri circoli».
Su un piano strettamente legato alla competizione, con Renzi dato per largo vincitore, il duello si farà interessante per il secondo posto, con Civati che tallona Cuperlo. Anche se Antonio Facchi Nelson, il portavoce della candidatura del deputato lombardo prova a stemperare: «Noi puntiamo sulla mobilitazione. Se questa porterà ad un sorpasso su Cuperlo dipenderà, in realtà, dall'andamento nazionale. Vorremmo far passare i sostenitori del Pd, come dice la nostra mozione, dalla delusione alla speranza».
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