Il dolore
Striscione accusa: “Vergogna” E Mosca invoca il cemento
PRATO. Una notte per riflettere e poi, puntuale, è arrivata la reazione di qualche residente e del presidente della Circoscrizione Ovest alla nuova puntata della storia infinita del sottopasso di via...
PRATO. Una notte per riflettere e poi, puntuale, è arrivata la reazione di qualche residente e del presidente della Circoscrizione Ovest alla nuova puntata della storia infinita del sottopasso di via Ciulli.
Ieri mattina sulla recinzione che dall’ottobre di tre anni fa chiude al traffico la strada è apparso uno striscione con la scritta “Vergogna”. Non si sa con chi ce l’abbiano gli estensori. Se con il Comune, che a lungo, anche dopo il via libera della Procura, non è intervenuto sul sottopasso. O se con la stessa Procura, “colpevole” di aver messo nuovamente i sigilli che assomigliano a un De profundis per il sottopasso.
Quel che è certo è che per Giovanni Mosca, presidente della Circoscrizione Ovest, da tempo sulle barricate per l’apertura del sottopasso, «la chiusura del sottopasso di via Ciulli è diventata una vera vergogna».
«La situazione - commenta Mosca - è diventata veramente inaccettabile, non solo il sottopasso non riaprirà mai più, ma adesso incombe sulla testa dei cittadini anche lo spauracchio che le loro abitazioni siano fuorilegge visto che il Vella è un corso d’acqua e che le costruzioni dovevano essere costruite a dieci metri di distanza, quindi dovrebbero essere abbattute. Se l’opera è nata con un vizio di forma ed è irregolare, quindi pericolosa, non ci rimane che buttarci dentro una colata di cemento ed evitare tragedie come quelle del 5 ottobre 2010».
«Poi ci lamentiamo che l’Italia va male - conclude Mosca - quando ci sono queste responsabilità che si riversano solo sui cittadini che devono sopportare l’incapacità e l’incompetenza di chi è chiamato a dare risposte, una situazione che lascia increduli di fronte a questo scaricabarile di responsabilità, una vera sconfitta per chi deve salvaguardare l’interesse collettivo».
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