«La moda non mi basta più, vorrei una catena di alberghi»
Insieme a John Malkovich, Rami vorrebbe far nascere nella casa che fu di Francesco Datini il Parachute club, il primo di una serie di alberghi sparsi per il mondo ma con la testa a Prato
PRATO. Fino a poco tempo fa il suo nome era legato soprattutto al mondo della moda. Poi si è cominciato a parlare di lui per l’amicizia con l’attore e regista John Malkovich, basata su una stima reciproca che ha prodotto una proficua collaborazione. Molto presto si farà ricordare anche per l’operazione “Parachute Club”: ipotetica denominazione dell’insegna di un hotel che sorgerà nel 2014 in centro storico a marchio “JM”. È un continuo susseguirsi di stimoli e nuove idee il percorso professionale di Riccardo Rami, perito tessile diplomato al Buzzi che, ormai da oltre vent’anni, ha oltrepassato la “barricata” per iniziare a occuparsi di abbigliamento, divenuto il core business della sua produzione.
Dal tessile alla moda. È un matrimonio d’amore quello tra Rami e la moda. Da sempre stata la sua passione perché «vedere finito un prodotto che avevi soltanto immaginato è una gran bella soddisfazione». Inizia a lavorare molto presto, esattamente due giorni dopo aver conseguito la maturità. «Ai miei tempi funzionava così - racconta - mi ero appena diplomato quando mi chiamarono da un’azienda per cominciare subito. Era venerdì: lasciai passare il fine settimana e mi presentai il lunedì mattina. C’era già un altro al posto mio, ma tennero anche me». Il virus della moda però si era già insinuato. «A 28 anni aprii la mia prima partita Iva e iniziai a fare consulenze per alcuni marchi di abbigliamento, tra cui Emporio Armani, senza, tuttavia, lasciare l’attività di perito in azienda - continua Rami - dieci anni dopo mi decisi ad aprire uno studio tutto mio». Attorno al quartier generale del suo studio-loft di piazza Mercatale ruotano uffici satellite a Tokio, Shanghai, Istanbul e Chandigarh (India), una squadra di 14 persone (solo a Prato) tra dipendenti e collaboratori, e un’attività di interior design che affianca quella di produzione di abbigliamento.
L’Opificio si fa in tre: Parigi, Milano e Vienna. Un mix tra una radicata identità territoriale e una vocazione internazionale fanno di Riccardo Rami un perfetto ambasciatore di Prato nel mondo. Avvalendosi di un testimonial d’eccezione come John Malkovich, già amico di Rami, con il quale l’attore statunitense ha mosso i primi passi nel mondo della moda dando vita a una propria linea di camicie, lo stilista e designer pratese si è buttato nell’avventura dell’Opificio JM: la bottega dell’eccellenza toscana che vede tra i soci anche il cineasta americano. Nasce così in piazza San Marco, a ridosso delle mura, un locale innovativo, a metà tra un ristorante e un luogo per lo shopping, che sposando la filosofia del gusto e della qualità sarebbe dovuto servire anche a internazionalizzare i prodotti del territorio abbinandoli a un marchio esclusivo. «Un progetto ambizioso in cui crediamo molto, ma che, purtroppo - spiega - ha subito dei rallentamenti». Incidenti di percorso a parte, sarà rilanciato proprio in questi giorni con tre iniziative: «Cominceremo il 4 dicembre con l’apertura di un temporary store a Parigi - dichiara - seguirà l’apertura a Milano, in corso Sempione, di uno spazio espositivo permanente, disposto su due livelli - JM Studios - con terrazza arredata con giardino all’italiana: all’operazione è abbinata un’iniziativa editoriale che prevede la pubblicazione di una serie di comics firmati da autori famosi. Infine, a luglio del 2014, andremo a Vienna».
Un hotel nella casa di Datini. La cosa certa è che aprirà in centro storico un hotel a marchio “JM”, per la location invece restano due opzioni tra cui scegliere, una delle quali è una vecchia magione di Datini, situata in via Magini (zona San Francesco). Partirà da Prato nel 2014 l’operazione “hotellerie”, che vede coinvolto ancora una volta Malkovich, con l’intento creare una catena internazionale di alberghi con radici a Prato. «John ha proposto di chiamarlo “Parachute club”, ma per ora è solo un’ipotesi - svela Rami - un investimento immobiliare in questo periodo richiede coraggio, ma credo che Prato abbia molte potenzialità inespresse e che sia una città moderna più di quanto immaginiamo. E’ arrivato il momento di fare tutti insieme un ragionamento su questo se vogliamo avere delle chance. Gli imprenditori pratesi hanno un’estrosità che non si ritrova facilmente altrove».
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