Sicurezza
Farmacie comunali, dipendenti sul piede di guerra
Prato, i 60 lavoratori pronti alle vie legali contro il cambio di contratto. Tensione tra gli azionisti, il sindaco Cenni contro gli uomini di Admenta
PRATO. Ce n'è bisogno soprattutto quando serve un farmaco nel cuore della notte: a quel punto, occorre trovarne una che stia aperta 24 ore su 24. Lavorano nelle farmacie comunali ma è come se lavorassero in quelle private perché dal 29 luglio si applica sulla loro busta paga il contratto nazionale di Federfarma, quello delle private. Tradotto: niente più maggiorazioni per il servizio notturno e festivo e orario di lavoro ridotto per i nuovi assunti.
Ora i 60 dipendenti di 16 farmacie comunali di Prato sono sul piede di guerra contro il loro datore di lavoro che è PratoFarma: società partecipata dal Comune di Prato al 25% mentre la più consistente quota rimanente è nelle mani del gruppo Admenta Italia spa di Bologna. Vicenda dai chiari risvolti sindacali ma che ha anche implicazioni politiche , mentre Filcams-Cgil sta procedendo legalmente contro Pratofarma per garantire le tutele dei lavoratori e chiedere il rispetto degli accordi firmati nel 2000 tra Comune, azienda e rappresentanze sindacali, inseriti nello statuto di PratoFarma.
Si consuma così una rottura dopo tre mesi di trattative di cui si è occupato anche il sindaco Roberto Cenni e il presidente di PratoFarma Alessandro Tuci. Lo stesso Comune, nella sua posizione di socio di minoranza di PratoFarma, ha bacchettato il gruppo Admenta non essendo a conoscenza del mutato quadro contrattuale dei farmacisti, oltre a impegnarsi per favorire il tavolo delle trattative sindacali. «La decisione di applicare il contratto delle farmacie private è stata presa unilateralmente dopo l’uscita da Assofarm che rappresenta il segmento pubblico – tuona Alberto Santini, segretario della Filcam-Cgil pratese -. Decisione che non è stata sottoposta a nessuna discussione con le organizzazioni sindacali e nemmeno con il Comune, mentre per i farmacisti si assiste a un peggioramento dal punto di vista retributivo e dei diritti. Quella poi pratese rappresenta un’anomalia perché in altre realtà la fetta di partecipazione dei Comuni è più ampia. Ora, nell’accordo costitutivo di PratoFarma si evidenzia come il Comune possa riprendersi la proprietà delle farmacie qualora gli impegni non vengano rispettati. E noi chiediamo il rispetto del contratto di Assofarm».
Oltre al danno, la beffa visto che il contratto nazionale delle farmacie private facente capo a Federfarma è scaduto da gennaio scorso. Comunque, entro la fine del mese dovrebbe ripetersi un incontro tra sindaco, PratoFarma e i rappresentanti di Admenta. Il clima tra i dipendenti è di rabbia e preoccupazione, mentre il timore dei sindacati è che dietro tutto questo si nasconda un disegno annunciato. «Si vogliono creare dei veri e propri supermercati della salute - fa notare Santini -. Non è un caso che alcune farmacie comunali abbiano cambiato marchio: quella di via del Cilianuzzo, ad esempio, è passata sotto l’insegna di Lloyds».
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