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Carceri e Tangenziale: ritardi ma nessuno si prende la colpa

PRATO. Non solo via Ciulli. I ritardi per il potenziamento della mobilità e per le riqualificazioni cittadine si sono accumulati in altri due nodi cruciali dell'assetto cittadino: piazza delle...

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PRATO. Non solo via Ciulli. I ritardi per il potenziamento della mobilità e per le riqualificazioni cittadine si sono accumulati in altri due nodi cruciali dell'assetto cittadino: piazza delle Carceri e la viabilità per arrivare al Nuovo Ospedale a Galciana. Sul primo punto la data di consegna inizialmente fissata era dicembre. E i commercianti, in estate, ci avevano letteralmente fatto un pensierino sulla possibilità di avere nel periodo più favorevole per il loro business l'immagine-cartolina di un centro storico rivitalizzato da una piazza riportata allo splendore con la pedonalizzazione, la liberazione dalle auto e dallo stesso effetto annuncio dell'inaugurazione del nuovo assetto del quadrilatero dominato dalla chiesa e dal castello dell'Imperatore. Lo slittamento sul cronoprogramma di tre mesi è dovuto all'imprevisto del rinvenimento in estate – in fase di scavi – di un attraversamento viario risalente all'età medievale. Al momento della scoperta nacque una trattativa fra Comune e Sovrintendenza per decidere se mantenerla visibile con una pavimentazione trasparente oppure no. A prevalere è stata la seconda ipotesi, ma intanto 90 giorni sono sfumati. «Gli esercenti sono stati informati per tempo - tiene a precisare l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Caverni - L'unico rallentamento è legato al reperto archeologico ritrovato. Adesso ci adeguiamo ai tempi di produzione della cava: sforna 200 metri di pietre alla settimana». Questo dovrebbe consentire di rispettare indicativamente il traguardo entro febbraio-marzo. Di difficile comprensione, per non dire di pressapochismo, si può parlare invece per la gestione delle opere di ampliamento della tangenziale verso il nuovo nosocomio. Teoricamente, il sottopassaggio a 4 corsie doveva essere consegnato prima del trasferimento dall'ex Misericordia e Dolce. Invece - sempre che pure la nuova tabella di marcia non venga disattesa - l'amministrazione è stata costretta a sfoderare il piano di riserva: bypass di viale Zhou e apertura fra una manciata di giorni di due delle quattro corsie da interrare. Complice un ritardo nel finanziamento e una controversia fra Comune e Regione, che adesso viene sconfessata sia dall'assessore che dal dirigente di settore. Così, Caverni: «Sono arrivati con un po' di ritardo, è vero, ma per l'assessore regionale Marroni non era facile attingere i 2,5 milioni di euro necessari e smistarli su un'altra voce di bilancio. Una volta che l'abbiamo incontrato a Firenze, insieme ai dirigenti, in pochi giorni ci ha dato la risposta». Sulla stessa linea il funzionario Lorenzo Frasconi che amministra le grandi opere cittadine: «La responsabilità è del complesso meccanismo burocratico per perfezionare l'accordo».

Carlandrea Poli

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