Il Centro Pecci mette in mobilità nove dipendenti
Cenni: se troveremo un accordo saranno riassorbiti Santini (Filcams): il sindaco metta le carte in tavola
PRATO. Lunedì prossimo partirà la procedura per la messa in mobilità per nove degli undici addetti dell’Area cultura e territorio del Centro Pecci, come primo passo della ristrutturazione della struttura organizzativa e delle nuove funzioni che arriveranno con il “raddoppio” del museo previsto per la tarda primavera del prossimo anno. Ma il sindaco tranquillizza sul destino di questi lavoratori.
È questo il risultato più eclatante - e preoccupante - emerso al termine dell’incontro avvenuto ieri pomeriggio fra i sindacati e il presidente del museo, nonché sindaco, Roberto Cenni, accompagnato dai dirigenti comunali e dai tecnici dell’Unione industriale. Nessun rinvio della procedura dunque come aveva chiesto il sindacato negli incontri precedenti, e così stamani la Rsa del Centro Pecci ha comunicato ai dipendenti la notizia, ma non l’elenco dei nomi interessati alla procedura che verrà reso noto solo lunedì prossimo.
Sulla decisione del cda del Centro Pecci, arriva la risposta di Alberto Santini, segretario provinciale della Filcam Cgil, che sta seguendo la trattativa fin dall’inizio, insieme al segretario generale Alessandro Fabbrizi.
«Siamo disponibili a proseguire il confronto sulla riorganizzazione del museo - dice Santini - se la controparte non si limita a un mero elenco per ridurre i costi del personale, ma ci presenta i vari passaggi con cui raggiungere l’obiettivo dell'ampliamento». Santini, in breve, chiede di poter conoscere gli obiettivi nei dettagli e come funzionerà domani il museo Pecci. Riguardo ai nove esuberi, il segretario Filcams attende le lettere con i nominativi per l’inizio della procedura per aprire la trattativa, ricordando inoltre le difficoltà del rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga.
Il presidente Roberto Cenni torna a ribadire che la richiesta di mobilità di 9 addetti deve essere inquadrata non come mero taglio di costi, ma come un passaggio finalizzato a ricercare nuove sinergie per affrontare i nuovi obiettivi del museo.
«Stiamo elaborando un bando per tutti i nostri musei con cui sarà possibile ottimizzare determinati servizi, come la biglietteria, la custodia, la didattica, il bookshop, da affidare in gestione a terzi - spiega Cenni - ma dall’altro lato dovremo acquisire nuove figure specialistiche per seguire i nuovi ambiti come l’architettura, il design, la moda, il cinema, la comunicazione».
E a proposito del nuovo bando, che sarà pronto entro la fine di quest’anno, Cenni rivela un particolare molto importante per i 9 addetti che lunedì riceveranno la lettera di messa in mora.
«Se troveremo l’accordo nella trattativa, potremo inserire nel bando la clausola di un punteggio maggiore per quelle aziende che riassorbono gli addetti in esubero. Insomma una riorganizzazione un po’ meno “dolorosa” per tutti».
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