La manifestazione
Donare il sangue è ancora più facile
Nel nuovo ospedale il centro trasfusionale è stato allestito a piano terra, a pochi passi dall’ingresso principale
PRATO. «Donate, donate, donate». Claudio Sarti, responsabile dell'Ufficio relazioni col pubblico dell'Asl 4, chiude così, parafrasando un vecchio spot elettorale, la conferenza stampa in cui sono stati forniti i dati dell'attività delle donazioni di sangue sul territorio pratese ma, anche, per presentare la nuova struttura del Centro trasfusionale e immunoematologia a piano terra del nuovo ospedale.
Una collocazione rivoluzionaria rispetto al passato perché il centro si trova all'interno e non come nella vecchia struttura dove era del tutto scollegato dal pur vicino ospedale. Una collocazione, questa nuova, che offre grandi vantaggi sia per i donatori che per gli stessi operatori. «Si trova in una zona facilmente raggiungibile dai donatori», dice Patrizia Casprini, direttore dell'Area laboratorio analisi Asl 4, alludendo al fatto che il centro si trova a piano terra e a due passi dall'ingresso principale. «Negli ultimi due anni abbiamo incrementato dell'8 per cento il numero delle donazioni - continua Casprini - Il centro è stato chiuso solo due giorni per permetterne il trasferimento dalla vecchia sede a quella nuova, e questo è un merito che va riconosciuto a tutti coloro che si sono adoperati per il trasloco».
Le donazioni sono rimaste più o meno stabili rispetto all’anno passato, anche se c’è da registrare una leggera flessione: al 31 ottobre del 2013 le donazioni totali sono state 9730, un pò meno rispetto al pari periodo del 2012 che erano state 9807. Comunque anche quest'anno l'ospedale di Prato sarà autosufficiente. «Nell'estate scorsa ho ricevuto una lettera di richiesta per reintestare la sala della terapia trasfusionale a Francesco Mazzoni e quella della donazione a Renzo Innocenti - dice il direttore generale, Edoardo Majno - Non ho avuto alcuna difficoltà a confermare la richiesta anche perché questo va in quell'ottica della continuità che abbiamo sempre voluto applicare in questa esperienza col nuovo ospedale». Francesco Mazzoni è un bambino scomparso nel gennaio del 2007 all'età di 10 anni a causa della leucemia. Renzo Innocenti invece è stato dirigente Avis fino a ricoprire l'incarico di presidente dell'Avis regionale. E a proposito di associazioni, importantissimo il loro contributo nella raccolta delle donazioni del sangue sul territorio. Ieri mattina, oltre ai familiari di Francesco Mazzoni e Renzo Innocenti, erano presenti anche il presidente dell'Avis , Folco Grifoni e della Fratres, Assunta Costantino, a testimonianza del grande raccordo che esiste fra la struttura pubblica e le associazioni di volontariato.
Al dottor Antonio Crocco, direttore facente funzioni di Medicina trasfusionale e immunoematologia è toccato il compito di fare da cicerone all'interno della struttura che ha nove postazioni per le donazioni.
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